Residenze esclusive? Meno richieste

La compravendita di residenze di pregio, fino a questo momento ha resistito alla crisi ma i dati dell’Osservatorio dedicato al settore e riferiti al secondo semestre del 2011, dimostrano una flessione delle richieste a fronte di un’offerta stabile.

Il mercato delle residenze di pregio è stato molto attivo fino al primo semestre del 2011, poi il crollo. Il mercato della compravendita immobiliare era già in crisi da tempo ma il calo delle richieste di abitazioni popolari è stato più repentino.

Firme contro pignoramenti

Molte famiglie, in un periodo di crisi economica, non riescono a sopportare il pagamento delle rate e se non c’è la possibilità di alleggerire il piano di ammortamento, sospenderlo, farlo rimborsare dall’assicurazione, è possibile che l’abitazione vada all’asta.

Le banche per avere più garanzie dagli aspiranti mutuatari, richiedono spesso la sottoscrizione di una polizza assicurativa. Con le liberalizzazioni, gli istituti di credito dovranno proporre ai clienti almeno due preventivi di assicurazioni di compagnie non legati alla banca.

Liberalizzazione su mutui e prestiti

Come noto, gli ultimi interventi dell’esecutivo Monti hanno apportato qualche gradito potenziale cambiamento nei confronti dei mutuatari e dei titolari di finanziamenti cui sono abbinate, in maniera ricorrente, delle polizze assicurative. Cerchiamo pertanto di comprendere quali sono le novità in questione, e in che modo potrebbero cambiare i rapporti tra le banche e gli utenti dei servizi finanziari.

Iniziamo con il ricordare la prima innovazione in merito al tema mutui: grazie alle introduzioni del decreto Monti, il mutuatario potrà accendere un finanziamento immobiliare senza essere costretto ad aprire il conto corrente nella stessa banca che eroga la linea di credito. Una novità che pertanto aumenterà la concorrenza tra i vari istituti bancari, senza “legare” necessariamente il debitore alla titolarità di un conto corrente presso la stessa azienda che concede il finanziamento.

Mutui più cari in Italia

Conti correnti e mutui, in Italia, costano ancora parecchio, anzi le statistiche dicono che sono dei prodotti creditizi venduti nel Belpaese a prezzi maggiori della media europea.

In Italia sembra che costi tutto di più: adesso anche conti correnti e mutui, con i prezzi accessori che comportano, sembrano aver superato la media europea. A dirlo, in questi giorni di dibattito sui vantaggi delle liberalizzazioni, è ancora una volta l’associazione di consumatori Adusbef.

Versatilo del Credito Bergamasco

Il Credito Bergamasco è una banca molto originale nella scelta del nome da associare alle linee di finanziamento, quasi tutte facenti parte del “Progetto famiglia“.

Versatilo non è un mutuo vero e proprio ma uno strumento d’ausilio nelle pratiche di compravendita.

Immaginate di comprare una casa e di avere bisogno di qualche migliaio di euro in più per pagare tutte le spese e rimborsare serenamente le rate del piano d’ammortamento. Se avete già compiuto 29 anni, non è per voi il mutuo giovani.

Previsioni marzoline

Cosa si prevede per il mercato dei mutui a marzo? Inizia l’ultimo mese del trimestre e c’è già chi si chiede se convenga accendere un mutuo a tasso fisso oppure un mutuo a tasso variabile.

Fino a qualche mese fa gli analisti prevedevano che i tassi d’interesse, soprattutto quelli interbancari che regolano la definizione del tasso variabile continuassero a salire come stava succedendo da 10 mesi. Invece c’è stata una provvidenziale inversione di tendenza.

Già prima del nuovo intervento della Banca Europea, l’Euribor a 3 mesi era sceso sotto l’1 per cento arrivando a sfiorare la quota di 0,997%. Adesso l’iniezione di liquidità definita dalla BCE provocherà altri ribassi.

Come cambiano i mutuatari

I mutui richiesti alle banche sono sempre più contenuti in termini di importo erogato, coprono un valore sempre minore della casa e soprattutto sono richiesti da mutuatari sempre più “anziani”. Questo è quanto emerge da uno studio di Mutui.it.

Mutui.it ha rivelato come cambia il pubblico delle banche e soprattutto chi sono i nuovi mutuatari. Per comprendere i risultati della ricerca occorre considerare che tra una rilevazione del 2010 e una più recente anche di inizio anno, c’è stata la crisi economica.

Questa evenienza non ha scoraggiato le richieste di accensione dei mutui che secondo i ricercatori restano pressoché stabili. Di fatto c’è stata una riduzione della grandezza delle case acquistate (che proporzionalmente non costano meno) con una riduzione del credito concesso.

Novità ufficiali sui mutui

Sono state approvate in via ufficiale le modifiche al settore dei mutui previste dal ddl delle liberalizzazioni. Le novità, in realtà, riguardano l’accensione di un mutuo ma in generale il comportamento delle banche.

Tutte le novità sugli istituti di credito sono state snocciolate nel decreto che comprende le liberalizzazioni da introdurre anche in altri settori. L’intervento del governo legifera anche sul su taxi e farmacie.

Brevemente, saranno i comuni a decidere se incrementare le licenze dei taxi sul territorio, non interverrà l’Autorità dei trasporti, che invece, potrà fornire un parere non vincolante. Per le farmacie invece, è stato innalzato a 3300 il numero degli abitanti per singola farmacia.

A marzo torna a scendere lo spread

E’ stata questione di ore e sui quotidiani economici nazionali è stata pubblicata la notizia che tutti gli aspiranti mutuatari aspettavano: gli spread tornano a scendere dopo 10 mesi di ascesa praticamente continua. Ecco chi potrà beneficiare della situazione.

I mutuatari italiani possono tirare un sospiro di sollievo guardando le stime dello spread che finalmente scende e determina un ribasso dei tassi d’interesse sulle linee di credito finalizzate all’acquisto della casa.

La prima banca che ha dimostrato di voler ridurre i tassi in conseguenza della discesa dello spread, è stata la Cariparma che ha annunciato la volontà di ampliare i fondi a disposizione delle famiglie raggiungendo quota 2,5 miliardi di euro.

Si riducono… le case

Un servizio molto interessante mandato in onda dall’edizione laziale del TG3, dimostra come a fronte di un inasprimento dei tassi d’interesse non si contragga soltanto la richiesta di mutui ma anche la dimensione della prima casa.

Il servizio curato dal TG3 portava avanti la tesi per cui stanno aumentando i tassi d’interesse applicati ai mutui soprattutto in virtù dell’incremento dello spread. Nel senso che i tassi della BCE che contribuiscono a determinare il tasso complessivo, sono rimasti gli stessi da un anno a questa parte.

Che coppie hanno comprato casa nel 2011?

Il 2011 è stato un anno cruciale per l’acquisto degli immobili. Prima dell’impennata dei tassi di fine anno, si potevano infatti stipulare dei contratti accettabili nelle condizioni. Alcune iniziative degli istituti di credito hanno così ottenuto grande credito.

In estate Monte dei Paschi di Siena ha fatto un’offerta davvero interessante agli aspiranti mutuatari, poi è stata la volta della BNL che ha piazzato un buon numero di mutui fissi al 4%, un tasso decisamente “conveniente”, nonostante le numerose garanzie richieste.

Ma chi sono i mutuatari? Un’interessante ricerca ha mostrato l’incremento delle coppie gay che hanno avuto accesso a queste linee di credito. In tutto sono circa 16.000.

Lo spread strozza le richieste di mutui

Un interessante articolo del Corriere della Sera dedicato al mondo dei mutui, spiega perché in questo momento storico è importante tenere a bada la voglia di accendere un mutuo. Tutta colpa dello spread.

Lo spread è croce e delizia del mercato finanziario ma chi finora ha considerato questo indice estraneo alla vita quotidiana si è sbagliato di grosso. Lo spread infatti indica il gap tra titoli di stato italiani e titoli tedeschi omologhi.

In base allo spread aumenta o diminuisce la percentuali d’interessi che il paese deve pagare ai suoi creditori. Ma lo spread influenza soprattutto il comportamento delle banche nei confronti dei consumatori.

No ad obbligo apertura conto per mutuo

Grazie ad un emendamento presentato in Commissione Industria al Senato al decreto legge sulle semplificazioni fiscali, potrebbe realmente sparire l’obbligo di apertura di un conto corrente in caso di richiesta di un mutuo. Ma cerchiamo di comprendere più nel dettaglio cosa potrebbe cambiare – rispetto ad oggi – per tutti coloro che desiderano richiedere un finanziamento immobiliare presso un istituto di credito di propria preferenza.

Fino ad oggi chi domanda un mutuo presso una qualsiasi banca, si vede sottoposta la necessità di aprire un conto corrente presso la stessa filiale che seguirà l’istruttoria di un finanziamento. Apertura che sembra essere giustificabile con la necessità di fidelizzare maggiormente il cliente, tenendo sotto stretto monitoraggio l’evoluzione degli accrediti degli stipendi e delle pensioni, e dei conseguenti addebiti delle rate di mutuo, mediante domiciliazione degli stessi sul conto corrente.

Mutuo flessibile di Banca Monte Parma

Il Mutuo flessibile di Banca Monte Parma, per acquisto casa, è un finanziamento immobiliare con garanzia ipotecaria di primo grado caratterizzato dalla presenza di una serie di opzioni di configurazione di elasticità, che potrà consentire al cliente di poter modellare in maniera personalizzata il piano di rimborso, agendo sull’estensione complessiva del piano di ammortamento, sull’importo delle rate, sulla forma tecnica del tasso di interesse applicato al capitale oggetto di mutuo.

Tra tutte le opzioni, spicca ad esempio la possibilità – in capo alla libera scelta del mutuatario – di allungare la scadenza residua del programma di rimborso, con conseguente proporzionale diminuzione dell’importo della rata del piano di ammortamento. Viceversa, la durata subirà pertanto una variazione proporzionale all’entità della riduzione dei pagamenti mensili.