Multa alle banche per manipolazione tassi euribor

di Sofia Martini Commenta

Dopo la sanzione,  se le autorità europee dovessero richiedere un rimborso per eventuali danni fatti alla clientela di prodotti finanziari,  potrebbe esserci per le banche una seconda stangata.

In costante diminuzione l’importo medio dei finanziamenti

L’ammenda è stata inflitta per aver manipolato, con la costituzione di due cartelli, i tassi interbancari Euribor e Tibor in yen usati in mutui immobiliari e derivati. La multa sarebbe pari a 1,712 miliardi. Per Deutsche bank 465,861 milioni di euro, per Societè generale di 445,884 milioni, per Rbs di 131,004 milioni per aver partecipato al cartello sui derivati prezzati in yen e stabiliti dal tasso libor, per Ebs di 260,056 milioni, per Jp morgan di 79,897 milioni, per Citigroup di 70,020 milioni, per Rp martin di 247 mila euro.

Come si calcola il tasso dei finanziamenti

Per Barclays e Ubs non ci sono state sanzioni poiché hanno collaborato avvertendo le autorità europee dell’esistenza degli accordi segreti. Vincenzo Somma, direttore della divisione finanziaria di Altroconsumo, dice: “È ancora troppo presto per comprendere se saranno previsti dei rimborsi per i consumatori”. Somma vede l’iter delle class action lunga e costosa: “Meglio sperare che siano le stesse autorità europee a intervenire, chiedendo alle banche di restituire il maltolto, ovvero gli interessi i cui tassi sono stati manipolati, senza necessità di intentare cause collettive da parte degli utenti danneggiati”.

A parer suo la decisione della Commissione, e lo scandalo che ne deriva, compromettano ulteriormente la fiducia degli clienti nel settore finanziario e spiega: “I consumatori sono sfiduciati già dal 2008. Movimenti come Occupy Wall Street fanno di tutta l’erba un fascio, ma poi arrivano sentenze come questa che forse danno loro ragione. La multa potrebbe, certo, restituire fiducia almeno nelle istituzioni di vigilanza; ma potrebbe anche essere un boomerang se alla fine dei conti gli utenti danneggiati non ricevessero alcun rimborso”.