Il peso fiscale in Italia non attira gli investitori

di Sofia Martini Commenta

La enorme pressione esercitata dal fisco sul settore immobiliare italiano  nel 2014  supererà l’enorme cifra di 52 miliardi di euro. Da quando è iniziata la crisi la tassazione su case, negozi, uffici e capannoni è cresciuta di 10 miliardi, secondo i dati elaborati dalla Cgia.

In costante diminuzione l’importo medio dei finanziamenti

“Se in questi ultimi otto anni il prelievo legato alla redditività degli immobili è rimasto pressochè uguale – afferma Bortolussi, segretario Cgia – quello riferito ai trasferimenti di proprietà è addirittura sceso del 23%, a seguito della fortissima crisi che il mercato immobiliare ha subito in questi ultimi anni. Solo il gettito riconducibile al possesso dell’immobile ha subito un vera e propria impennata: dal 2007 ad oggi è cresciuto del 78%. Tra l’Imu, la Tasi e il nuovo prelievo sui rifiuti, quest’anno pagheremo quasi 31 miliardi di euro”.

Le nuove offerte promozionali per la surroga del mutuo

Secondo Bortolussi l’importo “incide sul prelievo totale per quasi il 60%. Tenendo conto di tutto il sistema fiscale che grava sul mattone, nel 2014 i proprietari di immobili pagheranno quasi 3 miliardi in più rispetto al 2013. Una buona parte di questo aumento va addebitato all’introduzione della Tasi che appesantirà il prelievo fiscale soprattutto sui proprietari di seconde e terze case e su quelli che possiedono un immobile ad uso produttivo”.

La Cgia rammenta che negli ultimi 8 anni il prelievo sui rifiuti è aumentato del 66% e l’imposta sugli immobili ha fatto salire il carico fiscale del 53%. Se nel 2007 lo Stato aveva incassato 106 milioni di euro, nel 2014 il gettito previsto arriverà a 520 milioni di euro.