Mutuo casa: il mattone aiuta a resistere alla crisi

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Anche l’acquisto della casa, e quindi l’investimento nel mattone, magari con un mutuo, rappresenta per gli italiani un’ancora al fine di resistere alla crisi. Questo è quanto, tra l’altro, è emerso dal 44-esimo Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese nel capitolo inerente “La società italiana al 2010“. Per quel che riguarda il risparmio familiare, il Censis nel complesso ha rilevato un uso stagnante con destinazione prevalente in liquidità, nel mattone, come accennato, e nelle polizze. Sono questi infatti i “porti sicuri” nei quali le famiglie si rifugiano per far fronte alla congiuntura macroeconomica e finanziaria sfavorevole; basti pensare che nei primi tre mesi del corrente anno in Italia, rispetto allo stesso periodo del 2008, i mutui erogati hanno fatto registrare un incremento del 10,1% a fronte di un controvalore concesso pari a complessivi 252 miliardi di euro.

Negli ultimi due anni, inoltre, è stato rilevato un aumento della liquidità posseduta dalle famiglie; in particolare, in accordo con i dati forniti dal Censis nel suo Rapporto, i biglietti ed i depositi a vista sono cresciuti in termini reali del 4,6%, mentre gli altri depositi hanno complessivamente fatto registrare un balzo del 10,3%. Rispetto agli investimenti finanziari del passato, magari con un elevato grado di rischio, gli italiani nei primi nove mesi del 2010 si sono rifugiati nelle polizze vita con un incremento del 22% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Dal punto di vista della solvibilità, il Censis ha rilevato come ad avere più difficoltà a far fronte ai pagamenti rateali siano le coppie con figli e le famiglie monogenitoriali. A livello percentuale, il 7,8% non è riuscito a rispettare le scadenze, il 13,4% è riuscito a saldare con molte di difficoltà, mentre un altro 38,5% rileva un po’ di difficoltà. Contestualmente l’allocazione del risparmio nei primi tre mesi del corrente anno ha fatto registrare, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un aumento della quota investita in azioni e partecipazioni, ma anche in fondi comuni di investimento.