Mutui e tassi usura, i Consumatori non ci stanno

di Redazione Commenta

Le misure riguardanti i mutui, e contenute nel Decreto Sviluppo, recentemente approvato dal Governo, sono sia insufficienti, sia ingannevoli. Ad affermarlo sono le Associazioni dei Consumatori che, in accordo con quanto riportato dalla Federconsumatori, lamentano come la revisione dei tassi ad usura sia pericolosa, e come di conseguenza, al fine di aiutare realmente le famiglie in difficoltà con i finanziamenti ipotecari, si debba andare oltre. Per questo le Associazioni dei Consumatori, al fine di “superare” le misure messe in campo dall’attuale Governo in carica per fronteggiare il caro-rata, hanno chiesto apertamente all’ABI, Associazione Bancaria Italiana, l’istituzione di un tavolo diretto e congiunto per venire realmente incontro alle famiglie.

La rinegoziazione dei mutui prevista dal Governo, infatti è utile ma porterebbe a creare solo una guerra tra poveri in quanto i criteri definiti sono tali che possono accedervi solo quelle famiglie che rispettano limiti precisi sull’importo di mutuo originario, ma anche limiti Isee, ovverosia quelli relativi all’indicatore della situazione economica equivalente.

Di riflesso, riporta la Federconsumatori, le Associazioni chiedono il rifinanziamento del Piano Famiglie per la sospensione delle rate, ma anche il rifinanziamento del Piano Giovani Coppie, che era già stato annunciato dal ministro Giorgia Meloni, ma che è finito nel dimenticatoio. Inoltre, la revisione del tasso ad usura è stata bollata dalla Federconsumatori come un vero e proprio “provvedimento spot” da parte del Governo in quanto non solo non aiuta le famiglie, ma non favorisce neanche le imprese; insomma, non risponde alle esigenze di nessuno specie se si considera che l’attuale dinamica del costo del denaro è rialzista, e per il futuro tutto lascia pensare che i tassi saranno sempre più alti. D’altronde la Bce, Banca centrale europea, dopo aver recentemente innalzato i tassi, ha fatto capire con le parole e con i fatti come la politica monetaria sia passata da accomodante a restrittiva.