Mutui, casa e Decreto Sviluppo: cosa c’è di nuovo

di Redazione Commenta

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il cosiddetto “Decreto Sviluppo“, che contiene tutta una serie di misure che, secondo l’attuale Governo in carica, saranno in grado di sostenere e rilanciare la nostra economia. Sono tanti i provvedimenti inseriti, al punto che, come sottolinea il portale di annunci immobiliari online Idealista.it, riprendendo un articolo apparso sul “Sole 24 Ore“, il Decreto sembra essere in tutto e per tutto una mini-Finanziaria. Tra le novità, peraltro in linea con le attese e le anticipazioni trapelate da fonti governative negli ultimi giorni, ce ne sono alcune che riguardano la casa. Nel dettaglio, nel “Decreto Sviluppo” sono presenti misure atte a semplificare le procedure inerenti i permessi di costruzione, così come ci sono misure per il rilancio del cosiddetto “Piano Casa” che sinora, per varie ragioni, non ha sortito gli effetti sperati, ovverosia quelli del forte rilancio del comparto edile e delle costruzioni.

In particolare, per il Piano Casa sono stati aperti i termini per i piani regionali a fronte di maggiori incentivazioni sui lavori di demolizione e contestuale ricostruzione, ma anche per gli edifici non residenziali attraverso l’introduzione, per la prima volta in assoluto, di un premio di volumetria, o se si vuole un premio di cubatura, pari al 10%.

Un’altra misura legata alla casa, tanto attesa vista la dinamica rialzista del costo del denaro, è quella relativa ai mutui a tasso variabile. Il Governo, di comune accordo con l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, ha introdotto il diritto per il mutuatario di convertire il finanziamento ipotecario a tasso variabile in uno a tasso fisso. Il tutto a patto che l’importo di mutuo originario non sia superiore ai 150 mila euro, e che l’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, non superi i 30 mila euro; per sfruttare questa opportunità, per la quale è bene comunque farsi prima quattro conti, c’è tempo, così come stabilito del DL Sviluppo, fino al 30 aprile del prossimo anno.