Mutui ipotecari: febbraio a -2%, 2010 di buona speranza

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Quando c’è una notizia buona ed una cattiva, generalmente si chiede all’interlocutore di rivelare, per prima, la seconda, in modo che poi arrivi la prima a cancellare la delusione o quantomeno a mitigarla. Seguiteci, perché oggi abbiamo per voi una notizia buona ed una cattiva e non è detto che la seconda, in realtà, sia così malvagia come potreste aspettarvi. Cominciamo appunto dalle brutte notizie: nel mese di febbraio appena concluso la domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane ha registrato, dopo mesi di costante crescita, un segno negativo, -2% rispetto allo stesso mese del 2009. L’economia è tornata a frenare?

Analizzando però i dati più nel dettaglio, emerge che il numero di richieste di mutuo a febbraio 2010 è sostanzialmente in linea con quello dello stesso mese del 2008, che di certo non è stato un anno di crisi (quantomeno nelle sue fasi iniziali), mentre se la comparazione viene spostata al confronto brutale tra gennaio e febbraio, appunto, di quest’anno, è proprio il secondo mese a far registrare un +7% rispetto al suo predecessore. Come a voler dimostrare per l’ennesima volta che i numeri non dicono da soli tutta la verità, ma solo una parte: il -2% di febbraio è buono per i titoloni dei giornali, ma per un’analisi il più possibile veritiera del quadro è sempre meglio addentrarsi nello specifico.

Andiamo allora a vedere, in conclusione, la distribuzione delle richieste di mutuo in funzione della durate. In questo particolare “settore” dell’indagine scopriamo come queste si stiano pian piano stabilizzando e distribuendo omogeneamente fra le varie classi. Differente l’andamento della distribuzione delle domande per importo, per le quali vediamo tornare ad aumentare le classi più alte. Questo fenomeno può in parte essere attribuito ad una maggiore attenzione posta dalle banche nella determinazione della percentuale finanziata rispetto al valore dell’immobile (loan to value ratio), in linea con un approccio più prudente degli operatori.