Mutui e manovra finanziaria: la casa nel mirino

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Durante la campagna elettorale, il Premier Silvio Berlusconi ed il suo partito, il Pdl, avevano puntato tutto sulla casa per il rilancio dell’economia, ma quando è arrivato il momento di decidere quali dovevano essere i tagli da inserire nella manovra correttiva triennale dei conti pubblici, le cose sono cambiate. Tra tagli alle agevolazioni, ed inasprimento delle soglie ad usura, per i mutui e per la casa i mesi e gli anni a venire non saranno tra i più favorevoli per i contribuenti che stipuleranno un finanziamento ipotecario per l’acquisto o la costruzione di una prima casa ad uso residenziale, o che per gli immobili avvieranno lavori di ristrutturazione; questo perché a regime ci sarà anche un taglio agli sconti fiscali previsti proprio per le spese sostenute per ristrutturare le case.

D’altronde, per recuperare 70 miliardi di euro da qui al 2014, è questo l’effetto stimato della manovra, il Governo ha dovuto puntare al “bersaglio grosso”, ovverosia a far pagare il conto a milioni di italiani al fine di blindare i conti pubblici ed allontanare le speculazioni. In ogni caso, considerando la dinamica dei tassi di interesse sui mutui, l’aumento delle soglie ad usura, ed il taglio ai bonus casa, resta da vedere se tutte queste misure non manderanno di nuovo il settore edile e quello immobiliare in una nuova fase di “depressione“.

A fatica, dopo un paio d’anni di magra, il mercato dei mutui e quello dell’immobiliare avevano fatto registrare una ripresa, spesso a macchia di leopardo. Ora, sebbene i conti pubblici siano stati messi a posto, si rischia di tornare a navigare in acque sconosciute. Per non parlare poi delle parecchie centinaia di migliaia di famiglie che con l’inasprimento dei tassi di interesse già ora riescono a fatica a fine mese a pagare la rata del mutuo per la prima casa ad uso residenziale.