In Italia se da un lato aumentano i tassi sui mutui, ma anche sui prestiti, dall’altro quelli attivi riconosciuti alla clientela sui depositi rimangono sul filo dello 0%. A rilevarlo ed a metterlo in evidenza sono congiuntamente le Associazioni Adusbef e Federconsumatori che, in linea con quanto già reso noto nelle scorse settimane, denunciano come gli Istituti di credito, con largo anticipo rispetto alle mosse ufficiali della Banca centrale europea (Bce), abbiano rivisto al rialzo i tassi debitori applicati sui mutui, sui prestiti e sui fidi. In base ai dati dell’Osservatorio dell’Adusbef, in particolare, sono aumentati in Italia, rispetto alla media Ue, i differenziali sui tassi applicati sui mutui e sui prestiti a scapito della clientela.
Mutuo fisso o variabile: tutto in una Guida
L’ABI, Associazione Bancaria Italiana, sta predisponendo una Guida sui mutui. Trattasi, in accordo con quanto reso noto proprio dall’Associazione, di una Guida all’interno della quale vengono forniti i criteri al fine di poter scegliere, in maniera consapevole, tra un finanziamento ipotecario a tasso fisso, ed uno a tasso variabile. L’iniziativa dell’Associazione Bancaria Italiana si può dire che arriva al punto giusto visto che in queste ultime settimane i tassi di interesse, seppur in maniera lenta, sul mercato stanno facendo registrare degli aumenti. In particolare ci riferiamo all‘euribor con scadenza a tre mesi che già si è allineato alla recente decisione della Bce, la Banca centrale europea, di rivedere al rialzo i tassi di interesse dall’1% all’1,25%.
Mutui casa: è crisi per il 25% delle famiglie
I dati emersi dall’Osservatorio regionale sul Costo del Credito, formato da Caritas Italiana e Fondazione Culturale Responsabilità Etica, fa sostanzialmente scattare l’allarme crisi per tante famiglie italiane che non riescono a far fronte alla rata mensile del mutuo. Secondo il Presidente del Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari, Gianpietro Cavazza, la situazione non è delle migliori e non si vede un miglioramento se si considera che i tassi d’interesse sono oramai in continuo rialzo, mentre i redditi sono sempre fermi. C’è da considerare che oltre alla rata del mutuo, le famiglie hanno altre spese da pagare, e la maggior parte di questi nuclei familiari sono formati da single, oppure da genitori con a carico figli, con titolo di studio basso ed in cerca di occupazione. Le regioni più a rischio sono quelle del Nord, e sono Emilia Romagna, Liguria, Veneto, e Lombardia, ma l’elevata percentuale di famiglie a rischio è concentrata però in Molise e soprattutto in Abruzzo come conseguenza del terremoto.
Mutui chirografari della BCC di Roma
Fino a 50 mila euro, ottenibili con la formula del mutuo chirografario, ovverosia attraverso un prestito senza il rilascio di garanzie reali; inoltre, il tasso è fisso e differenziato in base alla durata del mutuo chirografario che può essere infatti stipulato con un piano di ammortamento fino a 60 mesi, ovverosia 5 anni, oppure a 120 mesi, ovverosia con rimborso in ben dieci anni. Sono queste le caratteristiche di “XL, il mutuo chirografario “extra large” proposto alla propria clientela dalla BCC, Banca di Credito Cooperativo di Roma. Questo è tra l’altro solo uno dei mutui chirografari proposti dalla Banca di Credito Cooperativo di Roma per poter finanziare progetti di spesa importanti senza ipoteche e senza notaio.
Mutuo TU 80 per la prima casa
Un finanziamento ipotecario per l’acquisto della prima casa, con la possibilità di ottenere fino all’80% del valore dell’immobile, e con importi erogabili che arrivano fino 200 mila euro, mentre la durata è di massimo 20 anni con il tasso fisso, e 30 anni con la formula del tasso variabile. Si presenta così “Mutuo TU 80”, il finanziamento per la casa di Agenzia TU di Unicredit, il nuovo modello di Banca del colosso bancario europeo. In particolare, con finalità di acquisto della prima casa ad uso residenziale, il “Mutuo TU 80” può essere stipulato da coloro che sono lavoratori autonomi, oppure con un contratto di lavoro a tempo indeterminato. I requisiti di accesso, in accordo con quanto mette in risalto proprio Agenzia TU attraverso il sito Internet, sono molto semplici visto che basta essere lavoratori autonomi da almeno 12 mesi, oppure lavoratori a tempo indeterminato da almeno sei mesi all’atto della richiesta del finanziamento ipotecario; se si è cittadini stranieri, l’ulteriore requisito richiesto è quello della maturazione di una residenza nel nostro Paese da almeno tre anni.
Mutui: Unicredit aiuta le famiglie in difficoltà
Il colosso bancario europeo Unicredit è nuovamente sceso in campo in aiuto alle famiglie che hanno difficoltà con il pagamento della rata del mutuo, ed in particolare per proporre delle soluzioni tali da portare ad evitare la via giudiziale quando non si riescono ad onorare i pagamenti. In piena condivisione con le Associazioni dei Consumatori, Unicredit ha annunciato, attraverso la propria struttura “CMB”, UniCredit Credit Management Bank, la messa a punto di nuovi prodotti che, nello specifico, sono il Friendly Reposses ed il Reposses parziale. Nel dettaglio, in accordo con una nota ufficiale emessa da Unicredit, il Friendly Reposses è un prodotto destinato a coloro che sono in difficoltà con il pagamento del mutuo in quanto, a fronte di una capacità di rimborso bassa, presentano delle difficoltà finanziarie transitorie nel medio termine.
Mutui indicizzati: le previsioni della Cgia di Mestre
La recentissima decisione della Banca centrale europea (Bce) di alzare il costo del denaro di un quarto di punto ha innescato tutta una serie di previsioni sul caro-rata legato ai finanziamenti ipotecari per la casa. Ma di quanto aumenterà la rata mensile, in media, per gli italiani? Ebbene, le stime sono molto “variegate” visto che ci sono alcune Associazioni di Consumatori che parlano di stangata, mentre altre parlano di un aumento della rata mensile che, almeno per il momento, resta “gestibile”. Prendendo a riferimento le previsioni formulate da un Ufficio Studi autorevole, quello della CGIA di Mestre, in media l’aumento della rata del mutuo sarà pari a poco più di 130 euro annui per un totale di circa 2,2 milioni di famiglie italiane che attualmente stanno pagando un finanziamento ipotecario indicizzato a tasso variabile.
Mutui tasso fisso o variabile, il dilemma
La decisione della Banca centrale europea di rivedere al rialzo il costo del denaro, dall’1% all’1,25%, ha fatto ufficialmente scattare l’allarme sul caro-mutui, ed in particolare sui finanziamenti ipotecari a tasso variabile che, come noto, sono indicizzati proprio in ragione delle variazioni dei tassi sul mercato. Ma in ogni caso, numeri alla mano, il mutuo a tasso variabile rimane ancora palesemente “vincente” rispetto al tasso fisso. Ma quali ripercussioni avranno gli aumenti dei tassi sui prezzi degli immobili? Ebbene, in accordo con quanto dichiarato da Alessandro Ghisolfi, responsabile dell’Ufficio Studi Ubh, intervistato dal portale di annunci immobiliari online Idealista.it, gli effetti non si faranno sentire in quanto la tendenza delle quotazioni immobiliari nel nostro Paese rimane discendente nel complesso a fronte di segnali di stagnazione solo per immobili di pregio e quelli generalmente situati presso le zone più appetibili delle grandi città.
Mutuo casa: la tendenza di breve termine
In Italia le stipule di mutui a tasso variabile sono in lievissima ascesa, mentre sono stabili quelli con la formula del tasso fisso. A riportarlo è stato il portale di comparazione online Mutui.it citando la consueta rilevazione settimanale sui finanziamenti ipotecari a cura del “Sole 24 Ore“. D’altronde, nonostante la tendenza del costo del denaro sia palesemente ascendente, in Italia il mutuo a tasso variabile continua a costare di meno, in termini di spesa per interessi, rispetto a quello a tasso fisso. Ma chiaramente la famiglia che stipula un mutuo a tasso variabile deve farsi quattro conti e porsi anche la seguente domanda: il reddito e le entrate nel loro complesso sono tali da poter sostenere in futuro un incremento della rata, diciamo, del 30%? Ebbene, se la risposta è affermativa, allora il mutuo a tasso variabile può essere veramente conveniente, mentre per una famiglia che, ad esempio, vive solo di reddito fisso, l’incremento della rata, a fronte della stipula di un mutuo a tasso variabile, potrebbe poi rappresentare in tutto e per tutto un problema.
Mutui tasso variabile: la stangata è ufficiale
Quella di oggi, giovedì 7 aprile 2011, è stata la giornata tanto attesa in Europa per quel che riguarda la politica monetarie della Bce. Ebbene, in linea con le previsioni degli analisti e degli investitori, la Banca centrale europea ha alzato i tassi dello 0,25%, portandoli dall’1% all’1,25%. Trattasi di una decisione che non ha creato scossoni sui mercati finanziari, ma che ufficialmente attiva la stangata, nel nostro Paese, a carico di ben 2,3 milioni di famiglie che attualmente pagano un finanziamento ipotecario a tasso variabile. Al riguardo la Federconsumatori e l’Adusbef hanno calcolato che il quarto di punto in più di tasso andrà a pesare sulle rate dei mutui fino ad una media pari a ben 288 euro l’anno. Ma anche lo Stato italiano ci perde con la revisione dei tassi verso l’alto visto che i maggiori oneri sul debito pubblico 2011, sempre stando ai calcoli resi noti dall’Adusbef e della Federconsumatori, saranno pari a 550 milioni di euro.
Mutuo acquisto casa: tempi dilatati per le transazioni
Anche in Italia, probabilmente, servirà ancora almeno un anno prima che si possa iniziare a parlare di un mercato immobiliare tornato ai livelli di compravendite precrisi. Questo chiaramente a patto che nei prossimi mesi il mercato mostri quei segnali di vitalità e di ripresa che, relativamente agli ultimi mesi, quelli a cavallo tra il vecchio ed il nuovo anno, sembrano essersi interrotti. D’altronde per gli agenti immobiliari italiani non è di certo un gran momento visto che continuano a registrarsi delle criticità tra la domanda e l’offerta di immobili. Chi ad esempio deve acquistare la casa, magari con un mutuo, si ritrova a fare i conti con prezzi alti specie se la trattativa è privata ed il venditore continua a proporre, magari concedendo sconti irrisori, prezzi di cessione sostanzialmente fuori mercato.
Mutui: Adusbef, le banche anticipano la Bce
Le banche in materia di mutui si stanno decisamente “portando avanti con il lavoro”. E’ imminente infatti la decisione della Bce, la Banca centrale europea, che stando alle attese dovrebbe innalzare il costo del denaro di un quarto di punto percentuale; ma gli istituti di credito in Italia stanno ampiamente giocando d’anticipo portando gli spread sui mutui alle stelle. A denunciarlo sono congiuntamente i presidenti di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, che al riguardano parlano apertamente di “banche furbette“; inoltre a fronte dell’incremento dei costi sui mutui, ed in particolare della spesa per interessi, le due Associazioni dei Consumatori hanno altresì segnalato casi per cui, a fronte della stipula del mutuo, le banche impongono la sottoscrizione di assicurazioni sulla vita alquanto costose, altrimenti il mutuo per la casa non lo erogano.
Mutui casa ProFamily
Finanziamenti ipotecari che da un lato offrono protezione e sicurezza, e dall’altro permettono al cliente di poter sottoscrivere prodotti innovativi e flessibili. Si presenta così l’offerta mutui BPM dedicata a ProFamily, appartenente al Gruppo Banca Popolare di Milano. Per comprare l’immobile c’è “ProAcquisto Casa”, un finanziamento ipotecario conveniente, flessibile e sicuro a fronte della possibilità di richiedere importi di mutuo da un minimo di 26 mila ad un massimo di 300 mila euro con piano di ammortamento avente una durata pari a minimo 5 e massimo 30 anni. Per acquistare e contemporaneamente ristrutturare la casa c’è “ProAcquisto Casa Lavori” con la possibilità di erogazione in più tranche, a stato di avanzamento dei lavori; in questo modo il mutuatario consegue un risparmio in termini di spesa per interessi rispetto invece ad un finanziamento ipotecario con l’intero importo erogato alla stipula.
Mutuo a tasso fisso di IW Bank
Per l’acquisto della casa, ma anche per la surroga, e piano di ammortamento di durata fino a 30 anni in modo tale che la rata mensile da pagare sia bassa, sostenibile ed in linea con le proprie capacità di spesa e di risparmio. Si presenta così il Mutuo a tasso fisso di IW Bank, Banca online del Gruppo quotato in Borsa a Piazza Affari UBI Banca. I finanziamenti ipotecari di IW Bank, compresa la formula di mutuo a tasso fisso, si distinguono per convenienza, semplicità e trasparenza, ma anche perché sono in grado di offrire anche la massima protezione. Nel dettaglio, il Mutuo a tasso fisso di IW Bank è a zero spese di perizia dell’immobile e di istruttoria, così come sono pari a zero le spese di gestione del mutuo e quelle per l’incasso della rata con addebito in automatico sul conto corrente bancario.