Mutui in sofferenza: la proposta del Codacons

di Redazione 1

Con l’approvazione del Decreto Milleproroghe da parte del Senato, con il provvedimento che ora passa alla Camera per l’approvazione definitiva, l’attuale Governo in carica sta aiutando le banche e non certo i risparmiatori. Ad affermarlo è il Codacons che, in particolare, ha sottolineato tra l’altro come, se veramente si vogliono aiutare le famiglie, lo Stato dovrebbe farsi carico dei mutui in sofferenza adottando il principio della portabilità. Così come secondo l’Associazione con il Milleproroghe avrebbe dovuto eliminare tutti quei costi e quei balzelli che vessano i correntisti/risparmiatori, e che di certo non rappresentano un volano per la crescita, anzi la deprimono. Il Codacons, tra l’altro, in passato non ha di certo avuto parole dolci per la moratoria ABI che prevede la sospensione del mutuo per una durata pari a dodici mesi consecutivi.

Sebbene la proroga di altri sei mesi sia un bene, infatti, nelle scorse settimane il Codacons aveva fatto presente come il numero delle famiglie che s’è potuto avvalere della misura, a causa dei requisiti stringenti, si sia attestato largamente sotto le previsioni.

Ricordiamo come i “requisiti minimi” della moratoria per le famiglie prevedano che le famiglie possano avvalersene, nel rispetto degli altri requisiti, se e solo se l’importo di mutuo originario è non superiore ai 150 mila euro. Proprio tale limite, in particolare, è stringente in virtù del fatto che sono di fatto escluse dalla misura tutte quelle famiglie che hanno acquistato negli anni scorsi case con un mutuo nelle grandi città, con Milano e Roma in testa, dove i prezzi degli immobili sono più elevati. Per fortuna, anche se non sono tanti, ci sono Istituti di credito che hanno “allargato” i requisiti eliminando o innalzando tale limite di importo da rispettare. Quindi è sempre bene, se si è in difficoltà con il mutuo, recarsi in filiale ed acquisire tutte le condizioni di accesso alla moratoria che la banca vi chiede di rispettare.

Commenti (1)

  1. Mutuo in sofferenza…che fare?
    Un mutuo ipotecario 1° casa di 180.000,00 €. a 35 anni, concesso ad un 36enne piccolo artigiano con garanzia dei genitori entrambi pensionati di cui uno disabile 80% con entrata totale di €.1400,00 mensili che non possiedono proprietà, dopo due anni chiusura della partita iva causa nota crisi, non pagate le rate mutuo già da un anno, ora il giovan, scapolo, è a carico dei genitori che vivono nella casa del figlio con contratto d’affitto 4+4 registrato oltre un anno prima della chiusura della p.i., cosa può succedere? come uscirne, l’unico bene è la casa ora, anche, fortemente sottostimata sul mercato.

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