Il mutuo variabile con cap di Bipiemme

di Sofia Martini Commenta

 Il mutuo Bipiemme nasce con la volontà di offrire un finanziamento di medio-lungo termine alle famiglie che desiderano comprare casa.

Il piano d’ammortamento, in genere, è compreso da un minimo di 61 mesi fino ad un massimo di 360, quindi 30 anni. Durante più lunghe devono essere richieste e concordate direttamente in filiale.

Nel foglio informativo legato alla proposta di mutui ipotecario a tasso variabile con cap indicizzati con l’Euribor, si leggono le condizioni economiche delle maggiori proposte della banca. Il primo è un Mutuo Cap Standard con il tetto massimo stabilito al 6 per cento.

Il TAEG di partenza è del 4,183 per cento. Da aggiungere al tasso ci sono quasi mille euro di spese d’istruttoria, 24 euro all’anno per l’incasso delle rate, l’imposta sostitutiva di 250 euro e le spese di perizia di 252 euro circa. Infine, ogni anno, per la spedizione del documento di sintesi, si devono versare altri 1,35 euro.

Il mutuo Cap Giovani, invece, prevede sempre un tetto massimo al 6 per cento ma per quanto riguarda il TAEG è al 3,949 per cento. La Bipiemme prevede anche altre due proposte di mutui variabili con cap, in cui il tetto massimo è più elevato e si ferma soltanto al 6,5 per cento ma il TAEG di partenza è più conveniente. Nella versione Standard, infatti, si parte dal 4,079% e in quella Giovani invece lo start è fissato al 3,845%.

ivere: l’economia in crisi fa deprimere i consumi, le imprese sono in difficoltà nel mantenimento di un certo livello del loro business e vanno in crisi di liquidità. Le banche, allora, di fronte alla crisi, non se la sentono di finanziare imprese donchisciottesche e avviano una stretta creditizia deprimente per il settore industriale.

 

La BCE, nel caso europeo, ha pensato di aiutare l’economia sostenendo le banche attraverso il prestito denaro a tassi molto bassi. In cambio ha chiesto loro di ristrutturare il debito, rimettere a posto i conti e rifinanziarsi.

Gli istituti di credito come Bpm hanno accettato la sfida e si sono trovate a fare i conti numerose perdite. La Banca Popolare di Milano registra 429,7 milioni di euro di rosso. Sono in arrivo 500 milioni ma serviranno a ripagare i Tremonti Bond. L’istituto di credito in questione si è trasformato anche in SpA. Questa operazione di pulizia fa sperare bene per il 2013. Secondo Andrea Bonomi si tornerà ad avere un dividendo interessante.