Mutui, insolvenze in crescita: le categorie più a rischio

Ieri abbiamo “smontato”, speriamo con efficacia e chiarezza, il “mito” del 5% degli italiani a rischio insolvenza sul mutuo: sono solo lo 0,64%, e i dati si riferiscono al 2007 (quindi ad un periodo pre-crisi, ossia quando la disoccupazione era meno incisiva ma anche quando l’Euribor aveva raggiunto il proprio massimo storico). Però non possiamo nasconderci che una difficoltà esiste, anche se la sua misura è ridotta rispetto a quella strombazzata dalle principali testate giornalistiche. Le famiglie che non riescono a fare fronte al pagamento delle rate del mutuo sono in aumento, e contestualmente sono cresciuti i pignoramenti con percentuali di aumento anche a due cifre.

Mutui, 5% famiglie italiane non in regola? Le verità nascoste…

Un dato del 2007 per fare notizia oggi. Si può, a patto che lo scalpore sia –per così dire- “ben indirizzato” e contestualizzato. Altrimenti si genera solo del facile allarmismo, un po’ come quello che abbiamo visto spandere con cura da parte di molte testate nazionali, anche tra le più importanti e attente alla sostanza dei contenuti, su questo argomento. Titolone: “Mutui, famiglie italiane in crisi con il rimborso delle rate, sono il 5%”. La spiegazione, come sempre, la si può trovare leggendo il resto dell’articolo. Dove si scopre che il dato, come abbiamo rivelato in apertura, è riferito ad una rilevazione del 2007. Una famiglia su 20 in Italia, insomma, 3 anni or sono non è stata puntuale con il pagamento delle rate previste dal piano di ammortamento del finanziamento richiesto per agevolare l’acquisto di un’abitazione di proprietà.

Mutuo vs. Affitto: kappaò a 30 anni

Gli italiani preferiscono il mutuo all’affitto, certo non stiamo scoprendo qualcosa di nuovo o svelando un “mistero della Fede”. Quello che forse non tutti possono immaginare è il perché di questa preferenza, e meno che mai sarebbe ipotizzabile credere che alla base di tutto c’è il conforto dei numeri. Il mutuo, infatti, grazie al decremento dei tassi d’interesse è tornato a “battere” l’affitto in termini di competitività, meglio se il confronto si estende su una durata temporale più lunga. Il verdetto viene da una simulazione di CorrierEconomia, che ha provato a ipotizzare l’intenzione di acquistare una casa di 80 metri quadrati in una zona di medio centro di una delle principali città italiane.

Mutui, regolamento Isvap: “Intermediari, dite quanto ci costate”

Lo scorso primo dicembre è stato, se vogliamo, per certi versi una data da ricordare: con l’entrata in vigore del nuovo regolamento Isvap “sugli obblighi d’informazione e la pubblicità dei prodotti assicurativi”, infatti, vengono eliminate alcune clausole “capestro” a tutto vantaggio della trasparenza, specialmente nel settore delle polizze danni. Ma le novità più importanti, anche per il vespaio di polemiche che hanno innescato tra banche ed assicurazioni, sono di sicuro quelle relative alle nuove disposizioni in materia di polizze collegate ai mutui. Un settore che, come abbiamo avuto modo di annotare altrove, vale 2 miliardi di euro ed è contrassegnato dall’applicazione di commissioni molto elevate (da un 50% di media fino a punte dell’80, secondo l’Isap) a favore degli intermediari, ossia -in genere- le banche.

Rata mutuo: cinque famiglie su cento sono in difficoltà

Nel nostro Paese cinque famiglie su cento che accendono un mutuo poi non sono più in grado di onorarlo attraverso il puntuale pagamento delle rate mensili. Ad alzare il velo su questo dato nella giornata di ieri è stata la Banca d’Italia in accordo con un’elaborazione che, pur tuttavia, ha riguardato i dati aggiornati all’anno 2007, ovverosia prima che la crisi finanziaria ed economica facesse chiudere migliaia di imprese e lasciare a spasso centinaia di migliaia di lavoratori. Di conseguenza, se il dato di Bankitalia è comunque grave, ad oggi questo 5% potrebbe di conseguenza essere ancora più alto. Le famiglie che non pagano il mutuo sono proprio quelle che più di tutte hanno pagato caro il prezzo della crisi con licenziamenti, cassa integrazione, ma anche in certi casi con investimenti in Borsa sbagliati che hanno portato a perdere tutto o quasi.

Mutui: pignoraUmenti. Adusbef chiede sgravi fiscali

Tante volte vi abbiamo suggerito, sempre a patto che fosse nelle vostre possibilità, di valutare l’ipotesi di un mutuo per l’acquisto di un’abitazione di proprietà; meglio se fosse stato per investimento, quindi in un’ottica di rivalutazione futura, e attraverso il ricorso attento alla selezione di un piano di rimborso che tenesse conto dell’andamento di mercato dei tassi di interesse. Tassi bassi, ai minimi storici sia l’Euribor che l’EuroIRS (parametri, rispettivamente dei finanziamenti variabili e fissi), dovrebbero incoraggiare chi ha una certa disponibilità economica e la tranquillità di poter contare su un’entrata fissa. Già, perché purtroppo è sufficiente che venga a mancare anche una sola di queste condizioni per cominciare a tremare…

Mutuo Capital Premium di Banca Etruria

Il livello di adeguatezza del capitale rappresenta, nell’ambito di Basilea 2, uno degli indicatori chiave al fine di poter ottenere un rating positivo. A ricordarlo è Banca Etruria che, affinché Basilea 2 non sia più un problema, ha ideato “Capital Premium“, il prodotto grazie al quale l’impresa può sia andare a migliorare il proprio capitale, sia migliorare il proprio rating. In questo modo viene favorito l’accesso al credito con la conseguenza che si hanno più possibilità di ridurre i costi e di poter finanziare la propria crescita. Mutuo Capital Premium di Banca Etruria è un prodotto che tiene conto della crescita dell’impresa e non a caso se l’impresa migliora il proprio margine di redditività della gestione caratteristica sul volume d’affari, allora lo spread annuo sul finanziamento applicato viene ridotto. Mutuo Capital Premium di Banca Etruria offre quindi vantaggi tanto all’azienda quanto ai soci a fronte di una capitalizzazione immediata ed una dilazione degli esborsi proprio da parte dei soci.

Mutui: cresce in Italia il rischio insolvenze, tassi su

Vediamoci chiaro. È questo l’invito che devono essersi fatti gli alti responsabili della Banca d’Italia una volta preso atto, al termine della lettura di un accurato studio relativo all’impossibilità (o meno) di onorare il pagamento delle rate del mutuo da parte delle famiglie titolari di questo genere di finanziamento, che è in crescita il numero dei mutuatari che a un certo punto del piano di ammortamento si ritrovano in difficoltà tali da dover rinunciare a completare l’operazione, lasciando l’istituto che ha erogato loro il credito nella condizione di doversi prendere il bene facendolo così finire in portafoglio, dove sarà rivenduto a condizioni evidentemente meno convenienti.

Mutui: Italia ferma, ma attenta; boom delle seconde case

Scattata la foto al mercato europeo dei mutui, vista più nel dettaglio la situazione italiana, siamo ora pronti a lanciarci nell’analisi approfondita di quest’ultima, se non altro perché è quella che ci riguarda più da vicino. Non illudiamoci però che, fatta questa, sia possibile ritenersi più tranquilli: l’inquinamento, anche nel settore dei finanziamenti per l’acquisto di immobili, non rimane limitato entro i confini nazionali, bensì nel mercato globale può portare a situazioni di dissesto che rischiano di ripercuotersi sul mondo intero. Però anche il fatto di cominciare a fare la nostra parte può aiutare l’intero sistema a non ripetere gli errori del passato… Detto questo, comunque, torniamo all’argomento dell’erogazione di mutui in Italia.

Mutui. Europa, che fiducia: irrigidimenti scomparsi. La situazione italiana

Sembra essere ufficialmente cominciata la stagione della fiducia, se non altro sul mercato dei mutui. Che sia una bella notizia, dopo che la fiducia è stata per lunghi anni accordata a chiunque e le conseguenze di questa dabbenaggine si siano viste con il crollo dei mutui subprime USA che ha trascinato il sistema economico mondiale sull’orlo del baratro, è tutto da stabilire: bisognerebbe sapere come hanno preso ad operare le banche di tutto il mondo, visto che gli studi asseriscono che le italiane siano in materia tra le più virtuose (e quindi, almeno da questo punto di vista, possiamo stare tranquilli). Di certo, in questa situazione gongolano i costruttori edili e i risparmiatori intenzionati ad investire nell’acquisto di un’abitazione di proprietà, dal momento che gli irrigidimenti nei prestiti alle famiglie sono scesi su scala europea a quota 0%, dal 10 riscontrato nei due trimestri precedenti.

Mutuo casa: il mattone aiuta a resistere alla crisi

Anche l’acquisto della casa, e quindi l’investimento nel mattone, magari con un mutuo, rappresenta per gli italiani un’ancora al fine di resistere alla crisi. Questo è quanto, tra l’altro, è emerso dal 44-esimo Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese nel capitolo inerente “La società italiana al 2010“. Per quel che riguarda il risparmio familiare, il Censis nel complesso ha rilevato un uso stagnante con destinazione prevalente in liquidità, nel mattone, come accennato, e nelle polizze. Sono questi infatti i “porti sicuri” nei quali le famiglie si rifugiano per far fronte alla congiuntura macroeconomica e finanziaria sfavorevole; basti pensare che nei primi tre mesi del corrente anno in Italia, rispetto allo stesso periodo del 2008, i mutui erogati hanno fatto registrare un incremento del 10,1% a fronte di un controvalore concesso pari a complessivi 252 miliardi di euro.

Bonus prima casa Lombardia, partono le domande

Si sono aperti oggi, mercoledì 1 dicembre 2010, nella Regione Lombardia, i termini per la presentazione delle domande finalizzate all’ottenimento dei contributi regionali per la ristrutturazione o per l’acquisto della prima casa ad uso residenziale a fronte della possibilità di poter accendere contestualmente un mutuo ipotecario. Così come prevede la Legge regionale sul sostegno alla famiglia, i contributi sono stati stanziati dall’Amministrazione regionale con l’obiettivo di aiutare le fasce più deboli della popolazione lombarda. Il contributo, infatti,  è a fondo perduto ed ha un importo che è funzione del controvalore dell’abitazione acquistata o ristrutturata; in particolare, a differenza degli anni passati, quando il bonus era di 5 mila euro prima, e 6 mila euro poi, quest’anno il contributo a fondo perduto può arrivare fino a ben 8 mila euro grazia anche ad un “extra-bonus” che scatta quando la casa acquistata è di classe energetica “B” o “A”.

Mutui e Fondo di solidarietà con il Credem

Al Fondo di Solidarietà sui mutui per l’acquisto della prima casa, partito lo scorso 15 novembre 2010, aderisce il Credem, Gruppo Credito Italiano. A darne notizia, attraverso il proprio sito Internet, è stato proprio il Gruppo bancario nel sottolineare come l’adesione al Fondo di Solidarietà sui mutui per l’acquisto della prima casa segua l’iniziativa “Sospendi il mutuo” unitamente all’adesione al Piano Famiglie dell’ABI nel venire incontro alle difficoltà delle famiglie in merito al pagamento delle rate del finanziamento ipotecario per la casa adibita ad abitazione principale. Rispetto alla moratoria ABI-Consumatori, con il Fondo di Solidarietà sui mutui per l’acquisto della prima casa è possibile ottenere la sospensione del pagamento delle rate del finanziamento ipotecario per un periodo pari a ben 18 mesi. I richiedenti che otterranno la sospensione per 18 mesi vedranno incrementata la durata del piano di ammortamento senza costi aggiuntivi o applicazione di interessi di mora.

Mutui? Como preferisce l’affitto

Anche nelle zone più ricche d’Italia, e certo la Provincia di Como può essere annoverata a buon diritto tra queste, la crisi ha morso, mangiandosi buona parte del valore dei risparmi delle famiglie lariane. Lo dimostra il fatto che i valori degli immobili presenti in Provincia sono calati, anche sensibilmente, negli ultimi anni (appunto: dalla Crisi economica in poi), tanto che a salvarsi sono state solo quelle dimore di maggiore pregio che affacciano sul lago e quindi vantano una rendita di posizione decisamente migliore rispetto alle altre. È quanto emerge dall’“Osservatorio dei valori immobiliari in Como e provincia” presentato lo scorso venerdì pomeriggio nelle sede istituzionale di Villa Olmo.