In Italia i finanziamenti per la casa, ovverosia i mutui, hanno ancora una volta fatto registrare una crescita. A rilevarlo è l’Associazione Bancaria Italiana in accordo con il quarto numero del “Rapporto sulla situazione finanziaria delle famiglie italiane” realizzato proprio dall’ABI avvalendosi della collaborazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Nel complesso il Rapporto sulla situazione finanziaria delle famiglie italiane rivela come dopo la crisi, ed a fronte dell’attuale situazione congiunturale, ancora incerta sotto molti aspetti, le famiglie italiane mostrino una solida capacità a livello finanziario e, quindi, un contestuale basso livello di rischio default, ovverosia di incapacità ad onorare il credito concesso dal sistema bancario. Nel dettaglio, la crescita dei finanziamenti per la casa, in base al quarto Rapporto sopra indicato, si spiega anche con il basso livello dei tassi interesse, ancora decisamente molto bassi rispetto alla media storica, ed anche con la discesa delle quotazioni medie immobiliari che c’è stata anche in Italia negli ultimi tre anni.
Mutui News
Mutui casa: tassi in aumento a gennaio
Nello scorso mese di gennaio i tassi di interesse medi applicati dal sistema bancario sui finanziamenti ipotecari con finalità di acquisto della casa hanno fatto registrare un aumento passando al 3,12% dal 2,97% di tasso medio del mese di dicembre del 2010. A rilevarlo, nel suo Outlook Mensile, è stata l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, a conferma di come la dinamica dei tassi di interesse sui mutui sia in progressiva ascesa dallo scorso mese di settembre quando si passò dal 2,70% medio al 2,88% di tasso medio applicato dal sistema bancario nel mese di novembre 2010. Nello scorso mese di gennaio, rispetto allo stesso mese del 2010, l’aumento dei tassi, rispetto al valore del 3,12% rilevato, è superiore di quasi lo 0,4%, 39 punti base per l’esattezza, rispetto 2,73% del mese di gennaio del 2010. L’Associazione Bancaria Italiana ha spiegato l’aumento dei tassi medi con una maggiore propensione delle famiglie a optare per la casa su un mutuo a tasso fisso piuttosto che su quello a tasso variabile che, invece, veniva stipulato nei mesi scorsi dalla stragrande maggioranza delle famiglie in virtù dell’euribor a tre mesi sui minimi di sempre.
Mutuo impresa: nuove misure per uscire fuori dalla crisi
Dopo la stipula, nei giorni scorsi, dell’accordo post moratoria sui debiti delle piccole e medie imprese contratti con il sistema bancario, Rete Imprese Italia, per voce del suo Presidente, Giorgio Guerrini, ha espresso soddisfazione visto che sono state messe a punto delle misure che potranno accompagnare l’uscita delle aziende dalla crisi. Al riguardo ricordiamo come la moratoria a favore delle PMI sia stata prorogata di altri sei mesi, e come, nello stesso tempo, siano state messe altresì a punto misure agevolative, sempre sul credito, a favore di chi della moratoria si è già avvalso. Secondo il Presidente di Rete Imprese Italia, che rappresenta le realtà imprenditoriali di Confesercenti, Casartigiani, Confcommercio, Confartigianato e CNA, le misure messe a punto sono sia semplici, sia di facile attuazione con la conseguenza che gli imprenditori potranno avvalersene riducendo il peso del debito a carico dell’azienda. In particolare, Rete Imprese Italia in merito ha apprezzato la decisione, con l’accordo post moratoria, di introdurre misure sul credito finalizzate a soddisfare le esigenze di patrimonializzazione delle piccole e medie imprese.
Mutui in sofferenza: la proposta del Codacons
Con l’approvazione del Decreto Milleproroghe da parte del Senato, con il provvedimento che ora passa alla Camera per l’approvazione definitiva, l’attuale Governo in carica sta aiutando le banche e non certo i risparmiatori. Ad affermarlo è il Codacons che, in particolare, ha sottolineato tra l’altro come, se veramente si vogliono aiutare le famiglie, lo Stato dovrebbe farsi carico dei mutui in sofferenza adottando il principio della portabilità. Così come secondo l’Associazione con il Milleproroghe avrebbe dovuto eliminare tutti quei costi e quei balzelli che vessano i correntisti/risparmiatori, e che di certo non rappresentano un volano per la crescita, anzi la deprimono. Il Codacons, tra l’altro, in passato non ha di certo avuto parole dolci per la moratoria ABI che prevede la sospensione del mutuo per una durata pari a dodici mesi consecutivi.
Mutui PMI: via libera a proroga moratoria
In linea con le attese, è stata ufficializzata oggi, mercoledì 16 febbraio 2011, con un accordo, la proroga della moratoria sul debito contratto con il sistema bancario dalle piccole e medie imprese (PMI). La proroga, in accordo con quanto riporta il sito del Governo italiano, è di sei mesi, ragion per cui la scadenza ultima per la presentazione delle domande slitta al 31 luglio del 2011. In questo modo, secondo quanto messo in risalto dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal Ministro all’Economia, Giulio Tremonti, le piccole e medie imprese che sono ancora in difficoltà nel riprendere l’attività avranno più tempo per chiedere la sospensione del debito a patto che, chiaramente, non ne abbiano già beneficiato in precedenza. Misure importanti però arrivano anche per quelle piccole e medie imprese che si sono avvalse della moratoria, e che possono comunque ottenere un allungamento della durata del piano di ammortamento del mutuo fino al 100% della sua durata residua, e comunque per un periodo massimo pari a tre anni.
Mutui e prestiti: brutte notizie dal Milleproroghe
Sul Decreto Milleproroghe, che dovrebbe essere approvato con il voto di fiducia proprio oggi, martedì 15 febbraio 2011, incombe il rischio di un aumento della soglia del tasso ad usura. Trattasi di una brutta notizia, per le famiglie ed in particolare per i prodotti di accesso al credito come i mutui ed i finanziamenti, alla quale si sono subito opposte, congiuntamente, l’Adusbef e la Federconsumatori che giudicano tale misura, se dovesse passare, sia improponibile, sia incomprensibile. Questo perché secondo le due Associazioni sui prestiti e sui finanziamenti già erogati, a qualsiasi livello e per qualsiasi finalità, i guadagni in termini di interessi applicati, che vanno a finire nelle tasche delle banche, sono già abbondanti. A titolo d’esempio, lampante, Adusbef e Federconsumatori ricordano i tassi attualmente applicati in Italia sulle carte di credito revolving, bollate dalle due Associazioni dei Consumatori come dei “veri e propri strumenti infernali“.
Mutui casa: situazione paradossale negli Usa
Negli ultimi tre anni in Italia la crisi finanziaria ed economica ha lasciato il segno anche sul settore immobiliare con una contrazione generalizzata dei prezzi e con una dilatazione palese dei tempi medi di compravendita. Ma nel mondo ci sono Paesi che se la sono passata e se la passano tuttora peggio di noi; è il caso degli Stati Uniti, il Paese dal quale la crisi è partita a seguito dello scoppio, nel 2007, della bolla sui cosiddetti mutui subprime, ovverosia quei finanziamenti ipotecari stipulati senza garanzie reali e comunque a fronte spesso di firme dinanzi ad agenti immobiliari senza scrupoli che hanno permesso anche di erogare credito a famiglie con disponibilità finanziarie ben al di sotto dei livelli dichiarati. Qual è allora la situazione attuale negli Stati Uniti a quasi quattro anni di distanza dello scoppio della bolla?
Mutui: moratoria PMI, nuove misure in arrivo
Tra una settimana, e precisamente mercoledì 16 febbraio 2011, presso il Ministero dell’economia e delle finanze, in presenza del Ministro Giulio Tremonti, nell’ambito della moratoria sul debito bancario a favore delle piccole e medie imprese (PMI), sarà sottoscritto un accordo inerente nuove iniziative sul credito. A darne notizia è stato proprio il MEF dopo che presso la sede del Ministero dell’economia e delle finanze in queste ultime settimane è tornato a riunirsi il tavolo tecnico rappresentato dai soggetti firmatari l’Accordo comune sulla moratoria sui debiti delle PMI scaduto lo scorso 31 gennaio 2011, mentre quello a a favore delle famiglie, lo ricordiamo, è stato prorogato di sei mesi, dal 31 gennaio 2011 al 31 luglio del 2011. Intanto, per quel che riguarda la moratoria a favore delle PMI, il MEF ha reso noto che al 31 dicembre scorso sono giunte un totale di 252 mila domande di sospensione della quota capitale del debito da parte di altrettante piccole e medie imprese.
Mutui: i migliori del 2011
Quali sono i migliori mutui del 2011 a tasso fisso? E quali quelli invece con il tasso variabile? Ebbene, in accordo con quanto riporta l’Osservatorio Finanziario, citando “Of-MigliorMutuo“, giunto alla quinta edizione, i primi tre mutui a tasso fisso dell’anno sono il Domus Giovani Fisso del Gruppo Intesa Sanpaolo, classificatosi al primo posto; segue poi l’Istituto di credito Cariparma, controllato dal Gruppo Crédit Agricole, con il prodotto denominato “Gran Mutuo Cariparma Fisso“, ed al terzo posto, quindi sul gradino più basso del podio, il “Mutuo Fisso” di CheBanca!, la Banca per le famiglie del Gruppo Mediobanca. In particolare, il finanziamento ipotecario Domus Giovani Fisso del Gruppo IntesaSanpaolo ha vinto, per quel che riguarda i mutui a tasso fisso, la quinta edizione di “Of-MigliorMutuo” per il fatto che gli analisti lo hanno apprezzato sia proprio per la rata e per il tasso fisso, sia perché il prodotto può essere in grado di finanziare fino al 100% del valore dell’immobile.
Mutuo casa: costi di transazione troppo alti
Acquistare casa con un mutuo nel nostro Paese non è solo oneroso in termini di tassi di interesse applicati rispetto alla media europea. Da parecchio tempo le Associazioni dei Consumatori denunciano come il credito, anche quello ipotecario, concesso alle famiglie, venga dato dagli Istituti di credito italiani con tassi medi superiori a quelli degli altri Paesi del Vecchio Continente. Ma l’acquisto di una casa è oneroso anche per quel che riguarda i costi legati alla transazione; a rilevarlo non è stata un’Associazione dei Consumatori, che già al riguardo hanno chiare le idee, ma direttamente l’Ocse con un Rapporto che pone l’Italia ai primi posti nell’Area dell’Organizzazione per la Cooperazione e per lo Sviluppo proprio per quel che riguarda i costi di transazione su una casa; stiamo parlando, nello specifico, dei costi da sostenere per pagare l’agenzia immobiliare, ma anche le spese notarili, le imposte di registro e tutte le altre tasse che si pagano ancor prima di iniziare a pagare la prima rata del mutuo ipotecario.
Eurispes, Rapporto Italia 2011: il mutuo è una difficoltà per il 40% dei contraenti
Stavolta a decretare situazioni di complessità economica che interessano la penisola è l’Eurispes, secondo cui una famiglia su tre intacca i propri risparmi e il 40% ha difficoltà a pagare il mutuo. E’ il quadro contenuto all’interno del rapporto Italia 2011. Quel che si evince dando una lettura al rapporto è che “sopravvivere alla crisi non vuol dire soltanto modificare le abitudini e gli stili di vita. Molto spesso accade che, nonostante si presti attenzione al bilancio familiare tagliando le uscite superflue, il budget mensile non sia comunque sufficiente a coprire il fabbisogno ed è necessario ricorrere ai risparmi familiari: questo accade a circa una famiglia italiana su tre (36,2%)”.
Bce, finanziamenti e mutui: le banche prevedono irrigidimento nella concessione di prestiti
Altre cifre a conferma del fatto che, dopo un periodo di criticità evidenti che ha interessato tutta l’Europa, pare non ci si possa ancora azzardare a parlare a voce troppo alta di luce all’orizzonte. La ripresa o un ennesimo trend negativo le si legge anche attraverso i bollettini periodoci resi noti dalla Bce. Stando ai numeri ufficiali dell’Istituto, aumenta, nell’ultimo trimestre del 2010, la domanda di finanziamenti alle banche dell’area euro da parte delle imprese e delle famiglie per i mutui casa.
È quanto emerge dalla Bank Lending Survey condotta dalla Bce che segnala come, al contrario, la domanda per il credito al consumo registri un calo. Per il primo trimestre la tendenza, per tutti i tipi di finanziamenti, è quella di un proseguimento della crescita della domanda netta. Per quanto riguarda i criteri utilizzati dalle banche per l’erogazione al credito, l’indagine segnala che rimangono invariati per le aziende non finanziarie mentre per i mutui si nota una tendenza a un ulteriore irrigidimento.
Lazio, mutui: trend in crescita (+23%)

E’ un segnale di netta ripartenza e come tale va percepito e riferito.
Il dato giunge da Tecnocasa che, attraverso una nota riassuntiva, ha cercato di fare il punto:
“Il mercato dei prestiti per l’acquisto delle abitazioni destinato a famiglie consumatrici nel Lazio presenta nel terzo trimestre 2010 un aumento (+23%) rispetto allo stesso trimestre del 2009. Si tratta del secondo miglior incremento regionale trimestrale in Italia, preceduto solo da Friuli Venezia Giulia (+27%) e a pari merito con la regione Basilicata.
Si conferma cosi l’importante trend di ripresa della regione che già si era evidenziato nei trimestri passati. Si tratta infatti del terzo aumento trimestrale consecutivo in doppia cifra. Il ciclo è iniziato nel I trim. 2010. Il dato è sempre influenzato dal mercato dei mutui di sostituzione”.
Moratoria mutui: Adusbef, vantaggi solo per le banche
L’ABI, Associazione Bancaria Italiana, dopo aver siglato un apposito accordo con le Associazioni dei Consumatori, ha annunciato la proroga della moratoria sui mutui alle famiglie per un periodo pari ad altri sei mesi; questo significa che la scadenza per presentare le domande slitta dal 31 gennaio al 31 luglio del 2011. Ma l’adesione alla moratoria è vantaggiosa? Ebbene al riguardo l’Adusbef è nuovamente intervenuta, così come avvenuto in passato, sottolineando come la moratoria porti da un lato vantaggi alle banche, e dall’altro degli oneri aggiuntivi alle famiglie in quanto con il rinvio dei pagamenti il mutuo diventa poi ancora più oneroso. Di conseguenza, secondo l’Adusbef, per voce del suo Presidente, Elio Lannutti, le famiglie dovrebbero chiedere la sospensione del pagamento della rata del mutuo solamente in casi estremi. Secondo l’Associazione se gli Istituti di credito in Italia volessero davvero aiutare le famiglie, allora dovrebbero abbassare i tassi di interesse applicati sul credito concesso visto che questo, rispetto alla media europea, è più caro di quasi mezzo punto percentuale.