Mutui casa: uno su dieci parla straniero

Da un’inchiesta di Mutui.it è emerso come in Italia l’11% delle richieste di mutuo per l’acquisto della prima casa siano state sottoscritte dalle famiglie straniere che sentono quindi l’esigenza di diventare proprietarie di un immobile. La nazionalità degli stranieri che in maggioranza richiede un mutuo in Italia per la casa è rappresentata dalla comunità rumena, nel rapporto di ben 1 su 3 mutui richiesti da stranieri; a seguire poi ci sono i cittadini albanesi, comunque molto staccati. I rumeni sono aumentati nel nostro Paese dall’entrata della Romania nell’Unione Europea; e con questo si spiega come il 32,5% degli stranieri che in Italia richiede un mutuo sia rumeno contro solo il 5,73% della comunità albanese. A livello geografico, le richieste maggiori di mutuo da parte degli stranieri provengono dalla Lombardia e dalla Regione Lazio, con a ruota poi il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Regione Piemonte.

Mutui e tassi usura, i Consumatori non ci stanno

Le misure riguardanti i mutui, e contenute nel Decreto Sviluppo, recentemente approvato dal Governo, sono sia insufficienti, sia ingannevoli. Ad affermarlo sono le Associazioni dei Consumatori che, in accordo con quanto riportato dalla Federconsumatori, lamentano come la revisione dei tassi ad usura sia pericolosa, e come di conseguenza, al fine di aiutare realmente le famiglie in difficoltà con i finanziamenti ipotecari, si debba andare oltre. Per questo le Associazioni dei Consumatori, al fine di “superare” le misure messe in campo dall’attuale Governo in carica per fronteggiare il caro-rata, hanno chiesto apertamente all’ABI, Associazione Bancaria Italiana, l’istituzione di un tavolo diretto e congiunto per venire realmente incontro alle famiglie.

Mutui per le famiglie: la casa è un bene ancora accessibile

Negli ultimi anni, quelli della crisi, abbiamo assistito ad una discesa delle richieste di mutui da parte delle famiglie intenzionate ad acquistare casa, ma già da molti mesi a questa parte c’è una risalta della domanda, seppur lenta ed ancora a singhiozzo così come è stato rilevato nei mesi a cavallo tra il vecchio ed il nuovo anno. Nei giorni scorsi l’Agenzia del Territorio, in collaborazione con l’ABI, ha presentato un interessante Rapporto dal quale è emersa un’ascesa della capacità delle famiglie, in funzione del proprio reddito, di poter accedere al bene casa. Questo perché da un lato i prezzi delle case hanno subito un ridimensionamento, mentre i tassi di interesse si mantengono comunque su livelli ancora molto bassi rispetto alla media storica. Il lento ma costante aumento del costo del denaro, ancor di più rispetto al passato, impone comunque per le famiglie la massima attenzione per quel che riguarda la scelta del mutuo tra quello a tasso fisso e quello a tasso variabile.

Mutui, casa e Decreto Sviluppo: cosa c’è di nuovo

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il cosiddetto “Decreto Sviluppo“, che contiene tutta una serie di misure che, secondo l’attuale Governo in carica, saranno in grado di sostenere e rilanciare la nostra economia. Sono tanti i provvedimenti inseriti, al punto che, come sottolinea il portale di annunci immobiliari online Idealista.it, riprendendo un articolo apparso sul “Sole 24 Ore“, il Decreto sembra essere in tutto e per tutto una mini-Finanziaria. Tra le novità, peraltro in linea con le attese e le anticipazioni trapelate da fonti governative negli ultimi giorni, ce ne sono alcune che riguardano la casa. Nel dettaglio, nel “Decreto Sviluppo” sono presenti misure atte a semplificare le procedure inerenti i permessi di costruzione, così come ci sono misure per il rilancio del cosiddetto “Piano Casa” che sinora, per varie ragioni, non ha sortito gli effetti sperati, ovverosia quelli del forte rilancio del comparto edile e delle costruzioni.

Fondo mutui giovani coppie: Federconsumatori, lo stiamo aspettando

Stiamo ancora aspettando il Fondo promosso dal Ministro Meloni riguardante i mutui per l’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie. Questo è quanto, tra l’altro, afferma in data odierna la Federconsumatori, in materia di finanziamenti ipotecari, all’indomani dell’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del cosiddetto “DL Sviluppo“. E proprio in merito a tale Decreto la Federconsumatori parla apertamente e senza fronzoli dell’ennesimo inganno da parte dell’attuale Governo in carica. Secondo l’Associazione dei Consumatori, cavalcando il pretesto di aiutare le famiglie, con la conversione del mutuo dal tasso variabile a quello fisso a conti fatti non si fa altro che fare un regalo, l’ennesimo, agli Istituti di credito. Questo perché il mutuo a tasso fisso, non lo scopriamo di certo oggi, è più caro rispetto a quello variabile in termini di ammontare di interessi da pagare.

Mutui e DL Sviluppo, dove sono le misure?

Dove sono le misure sui mutui preannunciate nei giorni scorsi per quel che riguarda il DL Sviluppo, approvato in data odierna in sede di Consiglio dei Ministri dal Governo italiano? La domanda è d’obbligo visto che, in accordo con quanto riportato dal Codacons, l’attuale Governo in carica, nel corso della consueta conferenza stampa a margine, non ha fatto alcun cenno a due dei provvedimenti che avrebbero fatto decisamente comodo alle famiglie in difficoltà ed in generale ai consumatori se chiaramente strutturati nella maniera giusta. Stiamo parlando, nello specifico, delle misure per contenere il caro-benzina, e per venire incontro alle famiglie che stanno pagando mutui a tasso variabile le cui rate mensili stanno lievitando in maniera preoccupante e rischiano di aumentare ulteriormente nei prossimi mesi. Ebbene, secondo il Codacons il Governo non ha detto nulla in conferenza stampa sui mutui in quanto probabilmente s’è reso conto che il concedere la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile solo a quelle famiglie con Isee sotto i 30 mila euro, e con finanziamenti originari sotto i 150 mila euro, avrebbe avuto un impatto minimo tanto sull’economia quanto sulle famiglie che acquistano casa.

Erogazioni mutui come ai bei tempi

Per il mercato dei finanziamenti ipotecari possiamo ufficialmente dire che la crisi ce la siamo lasciata definitivamente alle spalle. Questo stando agli ultimissimi dati forniti dalla Banca D’Italia che, in particolare, ha reso noto come, a valere sull’intero 2010, con una crescita anno su anno dell’11,49%, le erogazioni di mutui si siano attestate ad una quota di quasi 57 miliardi di euro. Trattasi di un livello delle erogazioni che si spinge oltre i livelli registrati negli anni pre-crisi, ed in particolare nell’anno 2005, quando il sistema bancario erogò finanziamenti ipotecari per un ammontare complessivo pari a quasi 56,3 miliardi di euro. La lettura di questo dato deve essere comunque “pesata” visto che nell’ammontare di mutui erogati ci sono comprese anche le operazioni di rifinanziamento, ovverosia i mutui stipulati non con la finalità di costruire, ristrutturare o acquistare una casa, ma con quella della surroga o della sostituzione.

Mutui casa: Governo studia nuovi aiuti

Prevenire è meglio che curare, sempre e comunque. Questo vale anche in fatto di mutui, con quelli a tasso variabile che rischiano un’impennata delle rate insostenibile per molte famiglie italiane. La crisi finanziaria negli Stati Uniti, partita proprio dal mercato dei mutui, deve rappresentare un punto di riferimento per non commettere più errori del passato in grado poi di provocare addirittura delle crisi sistemiche. Ed allora, con la Bce pronta a probabili nuovi ritocchi al rialzo del costo del denaro, e con l’euribor che sale in progressione, il Governo italiano è attualmente al lavoro per mettere a punto, anche di concerto con l’Abi, Associazione Bancaria Italiana, delle nuovi misure di aiuto alle famiglie che pagano il mutuo a tasso variabile, e che sono in difficoltà, o lo saranno in futuro, con il pagamento delle rate. Questo perché le stime, le previsioni e la tendenza consolidata è quella di un’ascesa dei tassi di interesse sul mercato che sembra oramai essere inevitabile; quindi, c’è bisogno che i mutui a tasso variabile possano in qualche modo essere rinegoziati al fine di poterli “convertire” in mutui a tasso fisso.

Mutuo per costruzione casa fai da te

Una volta la domenica molto spesso ci si dava al bricolage. Ma i tempi sono cambiati, ed i lavori di casa per hobby spesso si possono trasformare in una necessità, quella di risparmiare costruendosi la casa secondo il modello “fai da te”, magari assieme ad una cooperativa. E’ questa la tendenza crescente per chi deve comprare casa ed è conscio del fatto che, in ragione delle proprie disponibilità, costa troppo. E allora, magari imparando rapidamente le basi del mestiere, ci si trasforma in muratori, ma anche idraulici, carpentieri ed elettricisti. Insomma ci si rimbocca le maniche e si spendono molti week-end e periodi di ferie per costruirsi la casa da soli. Ma come funziona? Ebbene, in accordo con quanto riportato dal Portale di comparazione online Supermoney.eu, sempre più spesso si creano vere e proprie cooperative edilizie, nate dall’adesione e dall’iniziativa spontanea di più persone che hanno il pallino di costruirsi la casa da soli. E per questo si fanno supportare ed aiutare poi, chiaramente, da esperti come gli impiantisti e gli architetti.

Comprare casa: addio al mutuo monofirma

Nel nostro Paese i finanziamenti ipotecari monofirma, ovverosia i mutui richiesti e stipulati da un unico richiedente, sono oramai praticamente spariti. A metterlo in risalto è il portale di annunci immobiliari online Idealista.it nel sottolineare come ai fini dell’accesso al credito il mercato ed il sistema bancario sia sempre di più letteralmente polarizzato verso la cosiddetta clientela “prime”, ovverosia soggetti con un reddito medio alto. Questo per dire, in altre parole, che un mutuo richiesto singolarmente da un soggetto che guadagna a mala pena 1.100-1.200 euro al mese, può anche portare ad un respingimento della richiesta stessa, ovverosia ad un esito negativo dell’istruttoria. Non a caso, in accordo con una rendente indagine a cura dell’Ufficio Studi di Ubh, prima dello scoppio della crisi subprime la percentuale di mutui concessi a lavoratori con un contratto di lavoro non a tempo indeterminato arrivava a toccare fino al 35%.

Mutui a tasso fisso più cari

Da qualche settimana a questa parte l’aumento del costo del denaro sui mercati sta generando non poche preoccupazioni in Italia sui finanziamenti ipotecari, ed in particolare su quelli con la formula del tasso variabile. La recente manovra al rialzo sui tassi della Bce, la Banca centrale europea, dall’1% all’1,25%, ha già fatto diventare più caro il mutuo Bce per la prima casa, sia se questo viene stipulato ex novo, sia se è attualmente in corso di pagamento. Stessa musica anche per i finanziamenti ipotecari indicizzati al tasso euribor visto che sui mercati, già in anticipo tra l’altro, si è adeguato alla politica monetaria restrittiva della Banca centrale europea dopo che per mesi e mesi il costo del denaro era stato mantenuto sul valore dell’1% coincidente con il minimo storico dalla nascita della moneta unica.

Mutuo casa: il mattone tiene, nonostante tutto

Per quel che riguarda i mutui casa, in Italia il mattone tiene, nonostante tutto. Possiamo riassumerlo così, in materia di finanziamenti ipotecari, l’ultimissimo bollettino dell’Associazione Bancaria Italiana, la quale rileva infatti come il trend dei finanziamenti per l’acquisto della casa rimanga comunque sostenuto nonostante l’evoluzione del quadro nazionale ed internazionale presenti ancora dei tratti di incertezza. Come mai tutto ciò? Ebbene, al riguardo proprio l’Associazione Bancaria Italiana sottolinea come crisi o non crisi gli italiani vedano nel mattone un “bene rifugio”, ragion per cui in funzione delle disponibilità economiche la casa rappresenta nel complesso uno degli asset più gettonati per investimento o come prima abitazione ad uso residenziale.

Tassi mutui e depositi, aumentano i differenziali

In Italia se da un lato aumentano i tassi sui mutui, ma anche sui prestiti, dall’altro quelli attivi riconosciuti alla clientela sui depositi rimangono sul filo dello 0%. A rilevarlo ed a metterlo in evidenza sono congiuntamente le Associazioni Adusbef e Federconsumatori che, in linea con quanto già reso noto nelle scorse settimane, denunciano come gli Istituti di credito, con largo anticipo rispetto alle mosse ufficiali della Banca centrale europea (Bce), abbiano rivisto al rialzo i tassi debitori applicati sui mutui, sui prestiti e sui fidi. In base ai dati dell’Osservatorio dell’Adusbef, in particolare, sono aumentati in Italia, rispetto alla media Ue, i differenziali sui tassi applicati sui mutui e sui prestiti a scapito della clientela.

Mutui casa: è crisi per il 25% delle famiglie

I dati emersi dall’Osservatorio regionale sul Costo del Credito, formato da Caritas Italiana e Fondazione Culturale Responsabilità Etica, fa sostanzialmente scattare l’allarme crisi per tante famiglie italiane che non riescono a far fronte alla rata mensile del mutuo. Secondo il Presidente del Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari, Gianpietro Cavazza, la situazione non è delle migliori e non si vede un miglioramento se si considera che i tassi d’interesse sono oramai in continuo rialzo, mentre i redditi sono sempre fermi. C’è da considerare che oltre alla rata del mutuo, le famiglie hanno altre spese da pagare, e la maggior parte di questi nuclei familiari sono formati da single, oppure da genitori con a carico figli, con titolo di studio basso ed in cerca di occupazione. Le regioni più a rischio sono quelle del Nord, e sono Emilia Romagna, Liguria, Veneto, e Lombardia, ma l’elevata percentuale di famiglie a rischio è concentrata però in Molise e soprattutto in Abruzzo come conseguenza del terremoto.