Erogazioni mutui come ai bei tempi

di Redazione Commenta

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Per il mercato dei finanziamenti ipotecari possiamo ufficialmente dire che la crisi ce la siamo lasciata definitivamente alle spalle. Questo stando agli ultimissimi dati forniti dalla Banca D’Italia che, in particolare, ha reso noto come, a valere sull’intero 2010, con una crescita anno su anno dell’11,49%, le erogazioni di mutui si siano attestate ad una quota di quasi 57 miliardi di euro. Trattasi di un livello delle erogazioni che si spinge oltre i livelli registrati negli anni pre-crisi, ed in particolare nell’anno 2005, quando il sistema bancario erogò finanziamenti ipotecari per un ammontare complessivo pari a quasi 56,3 miliardi di euro. La lettura di questo dato deve essere comunque “pesata” visto che nell’ammontare di mutui erogati ci sono comprese anche le operazioni di rifinanziamento, ovverosia i mutui stipulati non con la finalità di costruire, ristrutturare o acquistare una casa, ma con quella della surroga o della sostituzione.

Peraltro anche quello delle surroghe e delle sostituzioni di mutui è un mercato in sensibile espansione da qualche mese a questa parte anche per effetto della ripresa al rialzo dei tassi di interesse. Il parametro che al riguardo preoccupa è l’euribor, oramai più che raddoppiato rispetto ai minimi storici che furono registrati nel periodo più buio della crisi finanziaria ed economica.

Adesso l’economia dell’area euro è in espansione, seppur non ci sia di certo un boom, e di conseguenza anche il costo del denaro tende a crescere. Ad influire su questa tendenza è stata la Banca centrale europea, che ha posto fine ad una lunga fase di politica monetaria che la Bce stessa ha definito come accomodante. C’è da contrastare tra l’altro, la dinamica rialzista dell’inflazione a causa dell’impennata dei prezzi dei prodotti energetici; ma con il denaro più caro costano di più i mutui variabili ed anche i prestiti ed i finanziamenti che chiedono le imprese per gli investimenti. E di questo la Bce dovrebbe comunque tener conto prima di adottare ulteriori manovre restrittive.