Regione Lazio, il Mutuo Sociale entra nel Piano Casa

di Moreno Commenta

Inutile girarci attorno: la casa, per gli italiani, è un vero e proprio must, molto più di quanto non lo sia per altre popolazioni dei Paesi più avanzati. Ne volete una prova? Andate ad analizzare i dati relativi alle richieste di acquisto e di affitto nel BelPaese, e confrontateli con quelli rilevati altrove: scoprireste che noi italiani abbiamo una vocazione per la proprietà, cui associamo i valori di sicurezza e familiarità, mentre altrove si preferisce avere un nido temporaneo in modo da poter eventualmente seguire gli spostamenti resi necessari da ragioni di lavoro, opportunità, studio… Preso atto di questo fatto, non possiamo non avanzare un’obiezione: chi non potesse permettersi di acquistare una dimora, cosa potrebbe fare? Certo, c’è il mutuo, ma non per tutti le sue condizioni sono accessibili. È nata così, in seno alla Giunta della Regione Lazio, l’idea di lanciare la misura del “Mutuo Sociale”.

Per il momento, siamo fermi alla semplice proposta di legge, avanzata dal dirigente provinciale de La Destra, Gabriele Caropreso. Leggiamo stralci del comunicato stampa da lui divulgato ed inerente la misura in oggetto: “la presidente (della Regione Lazio) Polverini ha riunito i capigruppo di maggioranza per discutere l’iter della legge” destinata all’attuazione del Piano Casa lanciato dal Governo; aumento delle volumetrie e agevolazioni a chi intende ristrutturare i capisaldi della misura.

In aggiunta a tutto questo, “l’assessore all’Urbanistica Ciocchetti, dell’Udc” e un gruppo di lavoro hanno cominciato a delineare la misura del Mutuo Sociale: nelle case popolari, gestite dall’Ater, ci sono molte famiglie che “in banca non le avrebbero nemmeno fatte passare” per un mutuo, mentre invece la Regione potrebbe agevolarle proponendogli di pagare “un mutuo sociale pari al 20 per cento del reddito […] fino a estinzione del pagamento, mentre sarà la Regione a farsi carico della quota interessi” senza lasciare che l’individuo debba confrontarsi con le banche a partire dal suo scarsissimo potere contrattuale.