Mutuo con il garante

Quanto si stipula un mutuo a volte c’è anche bisogno di un garante; questo perché non tutte le credenziali creditizie sono a posto; ad esempio, se il reddito del richiedente è troppo basso, anche in ragione dell’importo di mutuo richiesto, e dell’importo mensile della rata da pagare, allora l’istituto di credito quasi sempre chiede che nella stipula del mutuo figuri una “terza” persona, il garante appunto! Per accedere al credito ipotecario, quindi, può non bastare avere la cittadinanza o la residenza in Italia, essere in possesso di un reddito, ed essere maggiorenni. Una volta soddisfatti tali requisiti, infatti, la Banca parte con le elaborazioni legate all’istruttoria, ed in caso di reddito giudicato insufficiente il finanziamento potrà essere anche negato a meno che non ci sia la “copertura” di un garante.

Mutuo UCFin con il Tagliando

Un finanziamento ipotecario che tiene nel tempo sotto controllo l’andamento della rata mensile da pagare, e nel caso avvisa, ad esempio, di aumento degli importi sopra una certa soglia. Questo è quanto, tra l’altro, offre il Mutuo Opzione Sicura di UCFin, Gruppo Unicredit, per quello che è un finanziamento ipotecario con il Tagliando a fronte della possibilità di scegliere di pagare le rate con il tasso fisso o con il tasso variabile, e poi cambiarlo eventualmente nel corso della durata del piano di ammortamento. Il Mutuo Opzione Sicura di Unicredit Family Financing è quindi ideale per quel mutuatario che vuole sempre tenere sotto controllo la dinamica del finanziamento ipotecario in corso di pagamento. 

Mutui e manovra finanziaria: la casa nel mirino

Durante la campagna elettorale, il Premier Silvio Berlusconi ed il suo partito, il Pdl, avevano puntato tutto sulla casa per il rilancio dell’economia, ma quando è arrivato il momento di decidere quali dovevano essere i tagli da inserire nella manovra correttiva triennale dei conti pubblici, le cose sono cambiate. Tra tagli alle agevolazioni, ed inasprimento delle soglie ad usura, per i mutui e per la casa i mesi e gli anni a venire non saranno tra i più favorevoli per i contribuenti che stipuleranno un finanziamento ipotecario per l’acquisto o la costruzione di una prima casa ad uso residenziale, o che per gli immobili avvieranno lavori di ristrutturazione; questo perché a regime ci sarà anche un taglio agli sconti fiscali previsti proprio per le spese sostenute per ristrutturare le case.

Mutui casa: come trasformare il sogno in realtà

Tutte le famiglie italiane hanno il desiderio di avere una casa di proprietà, con i due terzi degli italiani che realizzano il loro sogno attraverso però la stipula di un mutuo. Questo è quanto descritto nell’ultimo rapporto dell’Osservatorio sul credito al dettaglio realizzato da Assofin, Prometeia e Crif, dal quale emerge inoltre la propensione, nel 66% dei casi, a stipulare un mutuo al tasso euribor o al tasso Bce, ovverosia con l’indicizzazione al tasso variabile. C’è da ricordare che chi sottoscrive un mutuo s’impegna per diversi anni; quindi bisogna prendere in considerazione molti fattori prima di stipulare un mutuo. A metterlo in risalto è il Portale specializzato Mutui.it nel sottolineare come ci sia tenere in debito conto, da qualche settimana a questa parte, anche la politica monetaria della Bce, la quale ha innalzato i tassi d’interesse fino all’1,50%; e poi c’è l’Euribor, che è sempre tendente a crescere.

Mutui casa: durata, scelta fondamentale

Quando si decide di presentare la richiesta di un mutuo, ci sono delle decisioni alquanto importanti da prendere, a partire dalla durata del finanziamento ipotecario, che rappresenta una scelta sia fondamentale, sia decisiva. A metterlo in risalto è il portale di annunci immobiliari online Idealista.it visto che con un mutuo a lunga durata il mutuatario ha il vantaggio di pagare una rata mensile bassa, ma la banca ci guadagna applicando sulle rate una montagna di interessi; mentre con una durata breve il contraente si sobbarca un mutuo oneroso in termini di importo di rata mensile da pagare, ma non ingrassa più di tanto le casse dell’istituto di credito. Insomma, quella relativa alla durata deve essere sostanzialmente, in tutto e per tutto una vera e propria scelta di compromesso; ragion per cui tale decisione deve essere ponderata, consapevole e compatibile con il proprio reddito, anche in prospettiva, e con la propria capacità di spesa e di risparmio.

Mutuo casa: come tagliare le spese

Come si possono abbattere i costi di un mutuo? Ebbene, innanzitutto c’è da dire che le spese accessorie per la sottoscrizione di un finanziamento ipotecario, in accordo con quanto messo in risalto da Mutui.it, possono arrivare anche ad incidere fino al 10% dell’importo di mutuo erogato dall’istituto di credito. Di conseguenza, la scelta del mutuo “migliore” può far risparmiare al cliente bancario parecchie migliaia di euro; la prima cosa da fare è quella di non fermarsi alla prima proposta, ma bisogna comparare quante più offerte possibili di altre banche. I costi più elevati che incidono sul mutuo sono quelli per la perizia, le assicurazioni, l’istruttoria, l’onorario notarile, mentre quelle di entità minore, quando ci sono, sono quelle legate alle comunicazioni periodiche inviate dalla banca sul finanziamento ipotecario, i bolli e le spese di incasso della rate mensile.

Mutui casa: domanda giugno 2011 in netto calo

Gli italiani stanno progressivamente tornando a chiedere meno mutui per l’acquisto di case. E’ questo il dato preoccupante emerso dall’ultimissimo Rapporto del Crif, quello relativo al mese di giugno del 2011. In particolare, le richieste sono scese del 17% rispetto allo stesso mese del 2010; ed il tutto a fronte di una tendenza che vede allungare la durata del finanziamento ipotecario, e nello stesso tempo diminuire l’importo di mutuo richiesto dalle famiglie all’istituto di credito. I dati di giugno confermano tra l’altro una tendenza che è iniziata nel febbraio del corrente anno, e che non tende ad arrestarsi; anzi, il trend delle richieste di mutui a livello tendenziale continua a far registrare mese dopo mese dei cali sempre più ampi.

Mutuo Cap di IWBank

Indicizzazione al tasso variabile, ed in particolare al tasso euribor con scadenza a tre mesi, ma con la sicurezza di un tetto massimo al tasso. Si presenta così il Mutuo Cap di IW Bank, il finanziamento ipotecario con il tetto massimo al tasso per chi vuole pagare meno interessi sulle rate rispetto al mutuo a tasso fisso, a parità di condizioni vigenti, ma vuole proteggersi con il CAP in caso di eccessive oscillazioni al rialzo dei tassi sul mercato. Il prodotto, infatti, permette di conoscere alla stipula l’importo massimo della rata da pagare nel caso in cui i tassi dovessero superare una soglia prestabilita; ed il tutto fermo restando che, nel corso del piano di ammortamento, il contraente può comunque, ed eventualmente, avvantaggiarsi di un abbassamento della rata nel caso in cui l’euribor con scadenza a tre mesi dovesse scendere.

Mutui: famiglie monoreddito in crisi

Nell’aprile scorso la Bce aveva innalzato di un quarto di punto i tassi di interesse ufficializzando in sostanza i problemi di parecchi milioni di mutuatari a tasso variabile in Italia. Le famiglie più a rischio, e nei casi più gravi purtroppo già insolventi, sono chiaramente quelle monoreddito; trattasi, in particolare, di nuclei familiari dove un solo componente porta i soldi a casa a fine mese; questi soldi spesso si sono ridotti a causa della cassa integrazione, e molto spesso non entrano più in quanto nel frattempo è scattato il licenziamento. Ora nei giorni scorsi la Bce, Banca centrale europea, ha nuovamente alzato l’asticella sui tassi di interesse, portandola dall’1,25% all’1,50% con tutto quel che ne consegue sugli importi futuri delle rate mensili dei mutui Bce e di quelli indicizzati al tasso euribor con la scadenza a tre mesi.

Mutui e banche: occhio alla fedina penale

Se adesso per accedere ad un mutuo o ad un conto corrente bancario i tempi d’attesa sono un po’ più lunghi rispetto al passato, nel futuro bisogna iniziare anche a “pulire” la fedina penale. In un futuro, forse non tanto lontano, per entrare in banca bisognerà prima sottoporsi ad uno scanner ottico, rispondere ad un interrogatorio, e farsi prendere le impronte digitali! Se il risultato sarà positivo, allora il cliente avrà l’accesso in banca, altrimenti non potrà entrare. Insomma, in accordo con quanto riportato dal portale di comparazione online Supermoney.eu, le banche in futuro potrebbero diventare in tutto e per tutto degli “agenti segreti”, dei veri e propri 007. In Italia tutto questo è ancora fantascienza, ma non a Mosca grazie ad una nuova tecnologia che arriva proprio dalla Russia.

Mutuo casa per acquisto trilocale

Da un’analisi condotta da Tecnocasa, emerge che gli italiani, soprattutto in città, preferiscono affittare o comprare un trilocale; ma dopo aver scelto l’immobile bisogna anche scegliere il mutuo casa che più risponda alle esigenze del consumatore. A metterlo in evidenza è il Portale di comparazione online Supermoney.eu che, in particolare, sottolinea come, in base all’indagine sopra citata, il 35,3% degli acquirenti immobili residenziali punti sul tre vani; e più grande è la casa in vendita, inoltre, meno sono gli acquirenti. Infatti solo il 21,7% è interessato all’acquisto di quattro vani, così come solo il 7,8% è interessato nell’acquisto di un cinque vani. Non a caso nel nostro Paese sono proprio le case grandi che hanno subito i più ampi ribassi di prezzo negli ultimi tre anni, specie in periferia, mentre per bilocali e trilocali il mercato, nonostante tutto, presenta buoni segnali di vitalità.

Mutui casa Bce: ecco la stangata

Oggi, giovedì 7 luglio del 2011, la Bce, Banca centrale europea, ha nuovamente aumentato il costo del denaro, di un quarto di punto, portandolo dall’1,25% all’1,50%. Trattasi di una brutta, bruttissima notizia per i mutuatari a tasso variabile, sia per coloro che già pagano le rate, sia per chi si appresta nel breve termine a stipulare un nuovo finanziamento ipotecario, anche eventualmente per finalità di surroga. Appresa la notizia, la Federconsumatori ha subito fatto presente come la decisione della Bce ufficializzi in Italia, a carico di 2,3 milioni di mutuatari a tasso variabile, la nuova stangata. La stangata, mette in risalto l’Associazione dei Consumatori è doppia: con i tassi più alti dello 0,25%, infatti, scattano oltre 325 milioni di euro, solo nel 2011, di maggiori spese per interessi che lo Stato italiano deve accollarsi sul debito pubblico; e poi ci sono i mutuatari che, su un mutuo a 30 anni da 200 mila euro, per fissare le idee, avranno un ulteriore aggravio stimato dalla Federconsumatori in ben 312 euro l’anno.

Mutui euribor: i rincari sono dura realtà

Dopo che l’euribor con scadenza a tre mesi ha toccato i nuovi massimi, sopra l’1,50%, l’incremento della rata per centinaia di migliaia di famiglie da spettro si è trasformato in una dura realtà. A metterlo in risalto è il portale specializzato Mutui.it nel sottolineare come questi rincari arrivino sostanzialmente nel momento meno opportuno visto che i nuclei familiari continuano ad essere alle prese con difficoltà di ogni tipo: dai rincari sui beni di prima necessità e sui servizi, a partire dai trasporti, che stanno limando il potere d’acquisto, e passando per i problemi legati al lavoro che spesso provocano bruschi cali, se non veri e propri azzeramenti del reddito familiare.

Mutuo acquisto casa: i prezzi sono un problema

Per quel che riguarda gli acquisti di case, e di riflesso i mutui, in Italia il mercato risulta essere condizionato e frenato da due fattori: i prezzi degli immobili ancora troppo alti, nonostante il ridimensionamento degli ultimi tre anni, e la stretta sul credito, ovverosia la bassa propensione delle banche, rispetto al passato, ed in particolare al periodo pre-crisi, ad erogare a favore dei privati e delle famiglie i mutui. Questo è quanto, in sintesi, è emerso da un Rapporto a cura di Idealista.it, portale di annunci immobiliari online che, grazie anche ad un vastissimo database, riesce con le proprie elaborazioni ad avere il polso del mercato.