Mutui: Tecnocasa fotografa la ripresa

di Moreno Commenta

 Quanto è bella la salita! È vero: costa fatica; ma quale impagabile gioia gustarsi il panorama dall’alto, guardare alle proprie spalle e complimentarsi tra sé (e con i compagni d’avventura) per quanto si è riusciti a fare fino a quel momento, respirare a pieni polmoni quell’aria un po’ rarefatta che dona uno strano ed appagante senso di ebbrezza. La salita, anzi la risalita del comparto dei mutui in Italia è appena cominciata. Di strada da fare ce n’è ancora tanta, specie se si vuole che i livelli di crescita siano significativi, però è una soddisfazione vedere che i risultati cominciano a consolidarsi, i passi a divenire meno incerti. Il dato ci giunge dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, sezione Kìron mediazione creditizia, il quale ha analizzato l’andamento del mercato dei mutui nel primo trimestre 2010.

Cominciamo dall’analisi del volume di erogazioni per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie italiane, pari a 13.334 milioni di euro. Un dato che letto così potrebbe anche non dire nulla, ma acquista senso se raffrontato con quello del 2009 per una differenza positiva pari a circa 2.239 milioni di euro, che in termini percentuali rappresenta un aumento del 20%. Si torna, insomma, a crescere, dopo una decrescita che era iniziata a fine 2008. Aumentano i volumi, come abbiamo avuto modo di notare nelle righe precedenti, ma non le domande, in calo a maggio (-7%) così come a giugno.

Se aumentiamo lo zoom sulla fotografia, scopriamo che nel primo trimestre 2010 tutte le macroaree italiane hanno registrato un andamento positivo. L’incremento più significativo si nota nell’area Insulare (+39%), dove però c’era stato un crollo (-54%) nello stesso periodo dell’anno precedente. Bene anche l’area Centrale, che grazie al +35% sale al secondo posto per volumi erogati (3.308 milioni di euro) superando di un’incollatura l’area Nord Orientale (3.101 milioni di euro) dopo otto, interminabili trimestri. In aumento anche l’importo medio, salito a 123mila euro con un aumento su base annua di ben 9mila euro.