Mutui: tasso variabile, un’arma a doppio taglio…

di Moreno Commenta

Giungono da più parti gli inviti ad approfittare del momento di crisi dell’economia mondiale per investire, specialmente in quei settori dove l’investimento si può rivelare più redditizio e vantaggioso per il risparmiatore rispetto ad un passato anche recente che ha visto le stesse tipologie d’operazione essere invece sacrifici davvero dolorosi per coloro i quali vi si sono imbarcati. In particolare, insomma, tutti consigliano oggi di accendere un mutuo per l’acquisto della casa, approfittando di tassi molto bassi e previsioni di difficoltà economiche che potrebbero durare ancora qualche anno, mantenendo gli interessi costantemente calmierati.

In effetti, con i mutui a tasso variabile, quando i tassi sono bassi è possibile pagare rate molto più leggere rispetto a quella che comporterebbe invece un mutuo a tasso fisso. Molti degli scenari futuri, inoltre, ipotizzano che, alla fine dell’investimento, il mutuo sarà costato molto meno, per gli interessi pagati, rispetto ad un tasso fisso a condizioni di mercato. Roba da non lasciarsi sfuggire l’opportunità, si direbbe. Purtroppo, però, il mutuo è soprattutto una scommessa, per giunta lunga una vita intera: proprio il tempo è il migliore amico della rata, che – con le oscillazioni dei tassi – potrebbe salire in alcuni periodi a livelli molto alti, superiori a quelli che chi lo richiede potrebbe permettersi di pagare. Un rischio da tenere in considerazione.

Anche in situazioni di questo genere, esistono gli anticorpi. Il problema, semmai, è che non tutti i mutuatari, al momento della stipula, vengono aiutati a prenderli in considerazione, con il risultato che qualcuno è stato portato a scegliere la soluzione di finanziamento sulla base della “moda” del momento, piuttosto che di un reale convincimento fatto “calcolatrice alla mano”. Un’alternativa che riduce il rischio dell’esplosione della rata, ad esempio, è la formula del tasso variabile con rata fissa. Con questa formula, la rata viene fissata al momento in cui inizia il mutuo, e le variazioni dei tassi andranno ad incidere, invece che sulla rata, sulla durata del mutuo. Occhio anche qui, però: se l’allungamento eccede i limiti previsti nel contratto, l’incognita della maxirata finale è sempre in agguato.