Mutuo casa: costi di transazione troppo alti

Acquistare casa con un mutuo nel nostro Paese non è solo oneroso in termini di tassi di interesse applicati rispetto alla media europea. Da parecchio tempo le Associazioni dei Consumatori denunciano come il credito, anche quello ipotecario, concesso alle famiglie, venga dato dagli Istituti di credito italiani con tassi medi superiori a quelli degli altri Paesi del Vecchio Continente. Ma l’acquisto di una casa è oneroso anche per quel che riguarda i costi legati alla transazione; a rilevarlo non è stata un’Associazione dei Consumatori, che già al riguardo hanno chiare le idee, ma direttamente l’Ocse con un Rapporto che pone l’Italia ai primi posti nell’Area dell’Organizzazione per la Cooperazione e per lo Sviluppo proprio per quel che riguarda i costi di transazione su una casa; stiamo parlando, nello specifico, dei costi da sostenere per pagare l’agenzia immobiliare, ma anche le spese notarili, le imposte di registro e tutte le altre tasse che si pagano ancor prima di iniziare a pagare la prima rata del mutuo ipotecario.

Eurispes, Rapporto Italia 2011: il mutuo è una difficoltà per il 40% dei contraenti

Stavolta a decretare situazioni di complessità economica che interessano la penisola è l’Eurispes, secondo cui una famiglia su tre intacca i propri risparmi e il 40% ha difficoltà a pagare il mutuo. E’ il quadro contenuto all’interno del rapporto Italia 2011. Quel che si evince dando una lettura al rapporto è che “sopravvivere alla crisi non vuol dire soltanto modificare le abitudini e gli stili di vita. Molto spesso accade che, nonostante si presti attenzione al bilancio familiare tagliando le uscite superflue, il budget mensile non sia comunque sufficiente a coprire il fabbisogno ed è necessario ricorrere ai risparmi familiari: questo accade a circa una famiglia italiana su tre (36,2%)”.

Bce, finanziamenti e mutui: le banche prevedono irrigidimento nella concessione di prestiti

Altre cifre a conferma del fatto che, dopo un periodo di criticità evidenti che ha interessato tutta l’Europa, pare non ci si possa ancora azzardare a parlare a voce troppo alta di luce all’orizzonte. La ripresa o un ennesimo trend negativo le si legge anche attraverso i bollettini periodoci resi noti dalla Bce. Stando ai numeri ufficiali dell’Istituto, aumenta, nell’ultimo trimestre del 2010, la domanda di finanziamenti alle banche dell’area euro da parte delle imprese e delle famiglie per i mutui casa.

È quanto emerge dalla Bank Lending Survey condotta dalla Bce che segnala come, al contrario, la domanda per il credito al consumo registri un calo. Per il primo trimestre la tendenza, per tutti i tipi di finanziamenti, è quella di un proseguimento della crescita della domanda netta. Per quanto riguarda i criteri utilizzati dalle banche per l’erogazione al credito, l’indagine segnala che rimangono invariati per le aziende non finanziarie mentre per i mutui si nota una tendenza a un ulteriore irrigidimento.

Lazio, mutui: trend in crescita (+23%)

E’ un segnale di netta ripartenza e come tale va percepito e riferito.

Il dato giunge da Tecnocasa che, attraverso una nota riassuntiva, ha cercato di fare il punto:

“Il mercato dei prestiti per l’acquisto delle abitazioni destinato a famiglie consumatrici nel Lazio presenta nel terzo trimestre 2010 un aumento (+23%) rispetto allo stesso trimestre del 2009. Si tratta del secondo miglior incremento regionale trimestrale in Italia, preceduto solo da Friuli Venezia Giulia (+27%) e a pari merito con la regione Basilicata.

Si conferma cosi l’importante trend di ripresa della regione che già si era evidenziato nei trimestri passati. Si tratta infatti del terzo aumento trimestrale consecutivo in doppia cifra. Il ciclo è iniziato nel I trim. 2010. Il dato è sempre influenzato dal mercato dei mutui di sostituzione”.

Moratoria mutui: Adusbef, vantaggi solo per le banche

L’ABI, Associazione Bancaria Italiana, dopo aver siglato un apposito accordo con le Associazioni dei Consumatori, ha annunciato la proroga della moratoria sui mutui alle famiglie per un periodo pari ad altri sei mesi; questo significa che la scadenza per presentare le domande slitta dal 31 gennaio al 31 luglio del 2011. Ma l’adesione alla moratoria è vantaggiosa? Ebbene al riguardo l’Adusbef è nuovamente intervenuta, così come avvenuto in passato, sottolineando come la moratoria porti da un lato vantaggi alle banche, e dall’altro degli oneri aggiuntivi alle famiglie in quanto con il rinvio dei pagamenti il mutuo diventa poi ancora più oneroso. Di conseguenza, secondo l’Adusbef, per voce del suo Presidente, Elio Lannutti, le famiglie dovrebbero chiedere la sospensione del pagamento della rata del mutuo solamente in casi estremi. Secondo l’Associazione se gli Istituti di credito in Italia volessero davvero aiutare le famiglie, allora dovrebbero abbassare i tassi di interesse applicati sul credito concesso visto che questo, rispetto alla media europea, è più caro di quasi mezzo punto percentuale.

Abi, mutui sospesi a oltre 35 mila famiglie

Giungono a margine dell’anno appena concluso altri numeri a illustrare in maniera significativa l’entità della crisi economica che ha interessato più di un nucleo familiare. Tra febbraio e novembre 2010, le banche hanno sospeso mutui per 4,4 miliardi di euro a oltre 35 mila famiglie. Il dato è stato fornito dal presidente dell’Abi, Giusepe Mussari, in occasione della firma della proroga dell’accordo con i consumatori fino al 31 luglio prossimo.

“La misura”, ha illustrato il numero uno di Palazzo Altieri, “è stata applicata a 35.472 contratti di mutuo e la liquidità in più per far fronte alla crisi ha raggiunto una quota pari a 245 milioni di euro. Ogni famiglia avrà dunque a disposizione in media 6.500 euro in più”. Analizzando nel dettaglio, si coglie con immediatezza il fatto che la soluzione più frequente per le operazioni di sospensione ha riguardato l’intera rata (88% dei casi), a dimostrazione del fatto che le cause originarie erano motivate da situazioni critiche e oltremodo impreveibili.

Piano Famiglie: moratoria mutui, via libera alla proroga

Via libera, nell’ambito del “Piano Famiglie” dell’ABI, alla proroga della moratoria sui mutui casa stipulati dalle famiglie. In data odierna, mercoledì 26 gennaio 2011, è stata infatti proprio l’Associazione Bancaria Italiana a comunicare d’aver raggiunto al riguardo un accordo con dodici Associazioni dei Consumatori. E così la moratoria sui mutui terminerà il 31 luglio del 2011 e non il 31 gennaio 2011; la proroga è quindi pari a sei mesi a fronte della presentazione delle domande, da parte delle famiglie, a valere su eventi ammissibili che si siano verificati entro e non oltre la data del 30 giugno del 2011. Le associazioni che hanno stipulato l’accordo di proroga con l’ABI sono le seguenti: Acu, Unione Nazionale Consumatori, Adiconsum, Movimento Difesa del Cittadino, Adoc, Movimento Consumatori, Assoutenti, Lega Consumatori, Casa del Consumatore, Federconsumatori, Confconsumatori e Cittadinanzattiva.

Mutuo casa: una scelta anche da single

Nel nostro Paese la stipula di un mutuo per l’acquisto della casa non coinvolge solamente le famiglie, ma anche chi ancora una famiglia se la deve costruire. In accordo con un Rapporto a cura del broker online Mutui.it, infatti, in Italia un terzo dei mutui per l’acquisto della prima casa viene stipulato con gli istituti di credito dai single. In questa “categoria” sociale, in particolare, ci sono nubili, celibi, ma anche divorziati e separati che si sobbarcano da soli l’onere di pagare per diversi anni un mutuo. Al riguardo il Portale ha tracciato l’identikit del single che stipula un mutuo: ha in media 35 anni, richiede importi pari mediamente a 134 mila euro, a fronte di una percentuale, rispetto al valore complessivo dell’immobile, pari al 67%. In quasi otto casi su dieci il mutuo stipulato dal single è con finalità di acquisto della prima casa ad uso residenziale con scelta prevalente per il finanziamento ipotecario a tasso variabile.

Mutui casa: in futuro più difficili da ottenere

Con l’entrata in vigore delle nuove regole e dei nuovi criteri, più stringenti, di “Basilea III“, le banche, e non solo quelle italiane, dovranno rispettare precisi standard e proprio per tale motivo gli Istituti di credito potrebbero anche essere, specie nelle fasi di difficoltà di natura economica, finanziaria e congiunturale, meno propensi a concedere credito alle famiglie ed alle imprese. In futuro, quindi, i mutui in Italia potrebbero essere più difficili da ottenere. Non a caso il portale di annunci immobiliari online Idealista.it mette in risalto come difficilmente nei prossimi anni le banche, dal fronte dell’accesso e della concessione del credito diventeranno “più buone”. Questo perché, oltre a Basilea III, le banche hanno ben presente uno scenario caratterizzato da un aumento sia delle morosità, sia dei pignoramenti, ragion per cui il mutuo per la casa potrà a conti fatti essere stipulato solo da quei privati e da quelle famiglie che avranno tutte le “carte in regola”.

Mutui casa, Abi: tassi in crescita a dicembre 2010

Un incremento palpabile nonostante i dati siano solo in leggero aumento. Però, inevitabile, di aumento pur si tratta: va detto che, a conti fatti, è un lieve rialzo ma sempre su livelli particolarmente contenuti. Parliamo stavolta del numero relativo ai tassi praticati sulle nuove operazioni alle imprese e alle famiglie a dicembre 2010. A rendere nota la situazione della passata mensilità è il primo bollettino annuale dell’Abi che chiude dal punto di vista statistico, il racconto di un 2010 difficile e delicato anche in merito alla mutualità inerente alle abitazioni.

A dicembre 2010 il tasso sui prestiti in euro alle società non finanziarie si è posizionato al 2,78% (2,73% a novembre 2010, l’incremento è dello 0,5%), mentre il tasso sui prestiti in euro alle famiglie per l’acquisto di abitazioni – il quale riassume l’andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo – è alla fine risultato pari al 2,92% (2,87% a novembre 2010 con aumento di altri 0,5 punti percentuali; +4 punti base, invece, rispetto a allo stesso mese dell’anno precedente).

Mutui casa e tasso ad usura

Le erogazioni di mutui nel nostro Paese, da parte delle banche, possono dipendere anche dal costo complessivo del finanziamento ipotecario stesso in ragione dei tassi di interesse che ci sono sul mercato al momento della stipula da parte del cliente dell’Istituto di credito. Il Taeg di un mutuo, ovverosia  il tasso annuo effettivo globale, per Legge, non può andare a superare i livelli ad usura che vengono fissati dalla Banca D’Italia. Questi livelli non sono fissi, ma vengono definiti con cadenza trimestrale dalla Banca D’Italia in base all’andamento dei tassi sul mercato dei mesi precedenti; di conseguenza, considerando l’Euribor o l’Irs più lo spread, unitamente alla spese accessorie, in particolari casi e condizioni per quel che riguarda i livelli dei tassi ad usura potrebbe capitare che il tasso complessivo sia prossimo al limite imposto dalla Legge.

Umbria, Marsciano: mutui garantiti dalla Regione?

Governo, Regione Umbria, Provincia di Perugia e Comuni dell’area colpita dal sisma del 15 dicembre 2009 sono impegnati nella ricerca di un percorso istituzionale al fine di reperire le risorse necessarie alla ricostruzione delle abitazioni private, degli immobili adibiti ad attivita’ economiche e degli edifici di pubblico interesse, a partire da quelli scolastici.

E’ quanto emerso al termine della riunione svoltasi a Roma, nella sede della Protezione civile, presieduta dal direttore del Dipartimento, Franco Gabrielli e dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. Presenti rappresentanti del Ministero dell’economia, tutti i sindaci dell’area colpita dal sisma e l’assessore provinciale Roberto Bertini. Un incontro convocato dallo stesso Gabrielli al fine di avviare un confronto diretto con le istituzioni umbre per la comune definizione di iniziative adeguate, tese alla individuazione di soluzioni che consentano l’avvio della ricostruzione.

Gabrielli, in apertura di riunione, ha voluto sottolineare “il diritto di ogni cittadino a vedere riconosciuto il risarcimento del danno per eventi disastrosi”. “Certamente sono sotto gli occhi di tutti – ha affermato Gabrielli – le gravi difficolta’ della finanza pubblica. Cosi’ come e’ chiaro che le decisioni ultime relative alle somme da stanziare competono a Governo e Parlamento”. Nel suo intervento, la presidente Marini ha sommariamente riepilogato il quadro sia dei danni provocati dal sisma, che delle iniziative gia’ avviate per consentire l’avvio della ricostruzione leggera, grazie alla quale molte famiglie potranno rientrare presto nelle loro abitazioni.

Mutuo troppo cari, parola di Adusbef

Negli ultimi dieci anni l’Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari Finanziari Assicurativi Postali (Adusbef), ha rilasciato più volte delle analisi attraverso le quali è stato messo in evidenza come nel nostro Paese, rispetto al resto d’Europa, sia i mutui, sia i conti correnti, siano i più cari del Vecchio Continente. Di recente anche associazioni come l’ANCE, Associazione Nazionale Costruttori Edili, hanno rilevato con delle analisi come i finanziamenti ipotecari nel nostro Paese abbiano dei costi superiori alla media europea. Di contro l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, ha replicato anche stavolta con le proprie analisi mettendo a sua volta in risalto come i mutui a conti fatti non siano cari; anzi, i tassi di interesse medi applicati alle famiglie ed alle imprese si attestano sotto la media europea. Chi ha ragione? L’ANCE e l’Adusbef, oppure l’Associazione Bancaria Italiana?

Fondo solidarietà mutui verso l’allargamento dei beneficiari

Il Fondo di solidarietà sui mutui per l’acquisto della prima casa potrebbe essere ben presto rifinanziato al fine di permettere ad una più amplia platea di beneficiari in difficoltà di poter fruire della misura agevolativa che, nello specifico, prevede la sospensione del pagamento delle rate del mutuo per un periodo pari a ben diciotto mesi. A differenza della moratoria ABI-Consumatori, quindi, la durata di sospensione del finanziamento ipotecario è più lunga del 50%, ed inoltre il debito non pagato e, quindi spostato in avanti nel piano di ammortamento, non matura interessi da pagare a carico dei mutuatari. Questo perché è proprio il Fondo solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa ad uso residenziale, in forza a risorse statali pari a 20 milioni di euro complessivi, ad intervenire nella copertura di tali interessi.