Mutui vs affitti: per ora vincono ancora i primi

di Daniele Pace Commenta

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L’inflazione che cala nuovamente sulla scena e una prospettiva particolarmente oscura, che prevede che le banche centrali stabiliscano un corposo incremento dei tassi di interesse, per il momento non sta portando ad alcun effetto collaterale in riferimento ai mutui.

Insomma, nessuna variazione degna di nota nel corso degli ultimi tempi, stando anche alle ultime indagini che sono state effettuate in tal senso. I tassi fissi, seguendo il percorso segnato dall’Eurirs, ovvero l’indicatore che va a misurare il prezzo del denaro prendendo in considerazione tempistiche molto lunghe, hanno subito un lieve calo in confronto a quanto è avvenuto nel corso dei primi giorni del mese di ottobre.

Basta tenere in considerazione come la media, per i cinque mutui maggiormente vantaggiosi a 20 anni, per quanto riguarda un prestito da ben 120 mila euro per una casa che ha un valore da circa 200 mila euro, ha subito un calo, passando dallo 0,91% allo 0,83%. Un lieve ribasso che ha coinvolto anche il tasso a trent’anni, che si attesta all’1,14% rispetto al precedente 1,2%. In termini di costo, la differenza rispetto ai mutui dai tassi variabile si aggira tra lo 0,30% e lo 0.40% ed è chiaro che il tasso fisso rappresenta ancora la scelta più diffusa.

Se da una parte bisogna notare e confermare come i tassi dei mutui abbiano effettivamente fatto registrare un incremento nel corso della prima parte dell’anno, in modo particolare quelli fissi, d’altro canto va detto anche che, nel corso delle ultime settimane, il trend è quello di un leggero calo. Sarà interessante certamente comprendere meglio quanto potrà durare tale tendenza, anche per via del fatto che l’inflazione è in aumento.

Secondo diverse opinioni di esperti, i tassi fissi hanno fatto rilevare un aumento nella prima parte del 2021 e ora sembrano essersi quietati su dei livelli decisamente bassi. Anche nel caso in cui dovessero riprendere la loro risalita, ecco che di fatto, la situazione per chi sta cercando casa non cambia di una virgola, dal momento che la rata andrebbe in ogni caso a essere più vantaggiosa in confronto ad un affitto.

Dal punto di vista della domanda, invece, fa detto come, da una parte, si sta registrando una diminuzione, ampiamente naturale e fisiologiche, che ha ad oggetto le surroghe. D’altro canto, però, bisogna mettere in evidenza un incremento notevole in riferimento alle domande di tutti i giovani che hanno un’età inferiore alla soglia di 36 anni.