Rata mutuo e aumento dell’inflazione: ecco cosa può succedere

di Daniele Pace Commenta

Con l’incremento dell’inflazione è chiaro che a breve si dovrebbero scorgere all’orizzonte anche una serie di novità per quanto riguarda i mutui. Tra l’altro, gli effetti da affrontare saranno decisamente differenti e variegati.

Al momento, bisogna mettere in evidenza come l’inflazione negli Usa sia arrivata a toccare il 6.8%, mentre nell’Eurozona si attesta ancora intorno al 4.9%. Si tratta di una percentuale che non si vedeva addirittura dai primi anni Novanta. Non c’è dubbio che si tratta di un grave problema, che dovrà trovare una soluzione quanto prima, altrimenti il rischio che si corre è che sulle famiglie si scateni un effetto a catena ancora più complicato rispetto alla situazione già in essere.

Come si è detto più e più volte, l’aumento dell’inflazione farà vedere già un primo effetto, legato ai rincari che si potranno notare sulle bollette dell’energia e del gas. Non solo, dal momento che anche i mutuari dovranno prestare particolare attenzione. Nella penisola italiana, i mutuari fanno parte di una categoria piuttosto importante: è sufficiente pensare come ogni ano vengono stipulati qualcosa come ben più di 200 mila contratti di mutuo, comprendendo anche le surroghe e i nuovi mutui.

Cosa c’entra l’aumento dell’inflazione. In realtà, è presto detto, dal momento che nel corso del 2021 l’aumento generalizzato del livello dei prezzi ha portato ad un incremento anche dell’Euris. Per chi non lo sapesse, si tratta dell’indice che viene sfruttato da parte delle banche per effettuare il calcolo della rata per i mutui che seguono un tasso fisso.

Nel mese di gennaio di quest’anno, tale valore era pari allo 0,02% in negativo, mentre al giorno d’oggi siamo già passati al +0,47%. Una delle poche notizie positive è che non sono ancora aumentati gli indici Euribor. In questo caso, si tratta di un parametro che viene impiegato per effettuare i calcoli relativi alle rate dei mutui con tasso variabile, visto che si aggira intorno sullo -0.5% in riferimento alle scadenze a uno, ma anche a tre mesi.

Per chi ha già sottoscritto un mutuo ipotecario a tasso fisso, in realtà l’incremento dell’inflazione può essere considerata anche come una notizia positiva, visto che la rata non subisce conseguenze di sorta, visto che è tutelata dal tasso fisso, il problema principale, invece, è per tutti quegli investitori, che devono affrontare un rendimento reale decisamente ridotto ai minimi termini. Anche chi sta provvedendo al rimborso di un fisso verrà danneggiato, dato che gli istituti di credito andranno a incrementare i tassi relativi ai nuovi mutui di surroga.