Mutui ipotecari low cost

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Quando una famiglia decide di comprarsi una casa, è del tutto normale chiedere un mutuo ipotecario ad una banca. Secondo la mappa abitativa tracciata e fotografata dell’Agenzia del Territorio e del Dipartimento delle Finanze, quasi l’80% delle famiglie italiane è proprietaria di una casa con punte dell’85% al Sud. Tutte queste famiglie, in maggioranza, hanno comprato la casa con un mutuo, o il finanziamento ipotecario, magari di durata pari a 20, 30 o addirittura 40 anni, lo stanno ancora pagando. Con la sottoscrizione di un mutuo si iscrive anche un’ipoteca sull’abitazione; in questo modo la banca tutela i propri interessi, ovverosia il capitale erogato, e nel caso di insolvenza potrà chiedere alla magistratura la vendita forzosa dell’immobile.

Il valore dell’ipoteca pur tuttavia, in accordo con quanto messo in risalto dal Portale Mutui.it, non è uguale al valore del prestito richiesto; infatti la maggior parte delle banche chiede un valore superiore a quello finanziato, nella maggior parte dei casi si aggira intorno al 150% in altri casi si arriva addirittura può lievitare intorno al 200%. Questo comporta a carico del mutuatario l’assunzione di maggiori costi legati al notaio, ai diritti di conservatoria, alla tassa d’archivio ed ai diritti catastali.

Di conseguenza, c’è da fare molta ma molta attenzione, quando si stipula il mutuo, proprio al valore dell’ipoteca che la banca fissa, e sul quale poi scattano tutta una serie di costi accessori che possono rendere il finanziamento ipotecario fin troppo oneroso. Non basta quindi fermarsi allo spread che ci offre la banca visto che magari può essere più basso di un’altra, ma poi può letteralmente caricarci di costi accessori che possono rendere il mutuo meno appetibile. E prima di firmare il contratto, è bene leggerlo attentamente facendo molta attenzione alla presenza di clausole ed eventuali limitazioni; un mutuo impegna per molti anni, quindi le scelte devono essere sempre consapevoli ed oculate.