Mutui, l’evasione ha le ore contate

di Redazione Commenta

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Il “Nero” fa davvero così paura agli italiani, spesso (auto)accusati di essere razzisti e poco attenti alle esigenze di migranti? La risposta, piaccia o meno, è “decisamente no”; non fa paura, ad esempio, quando ci si reca dal meccanico o dal carrozziere per saldare il conto di una riparazione automobilistica, così come non fa paura mettere “un po’ di nero” nel conto –sempre salatissimo- del dentista e meno che mai si cerca di evitare “il nero” nelle compravendite immobiliari, molto spesso passate attraverso giri poco chiari in modo da far risparmiare l’acquirente (per il quale la differenza di qualche migliaio di euro non è mai poca cosa) e far guadagnare il costruttore.

Proprio nell’edilizia si concentra gran parte del “nero” d’Italia: non certo perché i costruttori siano più disonesti di altri, quanto perché nel mercato immobiliare si muovono somme decisamente più rilevanti che non per il cambio di uno specchietto o l’otturazione di una carie (solo per rimanere nel solco degli esempi, benché ci sia anche altro “nero”). Per questo motivo, l’Agenzia delle Entrate sta studiando la maniera migliore per cercare di contrastare il fenomeno, proprio a partire dal mercato immobiliare; i mutui, in questa battaglia, diventano uno degli strumenti più importanti di contrasto, perché il loro valore è un ottimo indicatore di quanto si è speso per l’acquisto della casa di proprietà, anche più di quanto non lo sia il rogito.

C’era una volta il “valore legale delle quotazioni Omi”; abolitolo, importo del mutuo, movimenti bancari e dichiarazioni degli acquirenti sono diventati fondamentali per l’attività investigativa. Con profitto. È capitato, infatti, che figurassero rogiti da 105mila euro e mutui per 130 e 170, a fronte di valori Omi (esistono ancora, ma valgono solo per la presunzione semplice) di 200mila euro; è scattata l’inchiesta. Oppure si è visto il caso in cui a un rogito molto basso ha fatto seguito un mutuo quasi doppio, e allora si è provveduto ad accertare che ci fossero stati movimenti bancari quantomeno sospetti. Non sarà veloce, ma il Fisco  dimostra, con questi controlli incrociati, di poter colpire chi ha fatto il furbo. Anche grazie ai mutui.