Il risparmio parte dal notaio

di Sofia Martini Commenta

 Prima di accendere un mutuo si può scegliere di risparmiare qualcosa tagliando le spese sostenute nelle fasi preliminari, ad esempio quelle notarili.

Dopo aver considerato i vantaggi della surroga, cerchiamo di capire meglio il “meccanismo” dell’ipoteca.

Prendiamo il solito “caso standard”, quello in cui il mutuatario chiede in prestito alla banca una somma prossima ai 130 mila euro. Variando il valore dell’ipoteca iscritta sull’immobile acquistato si possono tagliare le spese anche di 300 euro.

Cerchiamo di capire come funziona. Il valore dell’ipoteca definisce il ricavo della banca da un’eventuale vendita dell’immobile nel caso di insolvenza. In pratica se è stato chiesto un mutuo di 100 mila euro e si iscrive un’ipoteca del 200 per cento, la banca può chiedere fino a 200 mila euro per la vendita dell’immobile del mutuatario insolvente.

Se la percentuale ipotecata scende, la banca potrà ottenere meno dalla vendita della casa, ma magari può avvicinarsi ai prezzi di mercato. Cosa cambia allora? Per la banca niente, per i mutuatari parecchio visto che la parcella notarile si calcola sul valore ipotecato e non sul debito residuo.

Di regola l’ipoteca non dovrebbe andare oltre il 120% del valore erogato ma nella pratica le situazioni cambiano. C’è però da considerare la magnanimità di molti notai che applicano degli sconti sul loro lavoro.