Fatta la Legge, trovato l’inganno. Non sarebbe la prima volta che succede, specialmente in Italia, bensì sarebbe – forse – la prima volta che si cerca di porre rimedio ad una situazione evidentemente ingiusta, anche se per arrivare a questo passo “fatale” il percorso non è stato caratterizzato da un movimento massiccio dei consumatori e delle associazioni che difendono i loro diritti bensì… da una lotta tra giganti, senza esclusione di colpi e dall’esito ancora sostanzialmente incerto in vista dei possibili ricorsi presso tutte le sedi competenti o presunte tali che ci aspettiamo avanzino gli sconfitti. Perché, come abbiamo avuto modo di ricordare altrove, si tratta di una lotta, anzi di una torta da 2 miliardi di euro che finiranno nelle tasche dell’uno piuttosto che dell’altro gigante; decisamente una bella boccata d’ossigeno!
Sospensione mutuo: aggiornamento ABI sulla moratoria
Alla fine dello scorso mese di settembre in Italia, dall’avvio della misura, sono stati sospesi con la moratoria ABI mutui per la prima casa a ben 31 mila famiglie. A comunicarlo nel consueto aggiornamento mensile è stata proprio l’Associazione Bancaria Italiana nel sottolineare come i finanziamenti ipotecari sospesi ammontino complessivamente, per controvalore, a 4 miliardi di euro. Di conseguenza, continua ad aumentare la quota di famiglie titolari in Italia di un mutuo che, avvalendosi dell’adesione alla moratoria da parte del sistema bancario, presenta domanda per ottenere la sospensione del pagamento delle rate mensili del finanziamento ipotecario per un periodo pari a dodici mesi. In merito ricordiamo che le Banche, di propria iniziativa, possono anche estendere le “condizioni minime” di accesso previste dalla moratoria dell’ABI, ragion per cui ci sono Istituti che hanno allargato i criteri di adesione ad una misura molto importante per chi a causa di imprevisti ed eventi negativi, anche legati alla crisi, non riesce più a pagare e ad onorare con puntualità la rata mensile.
Alluvione, Cassa di Risparmio del Veneto sospende i mutui alle famiglie colpite
Lontano dai riflettori e dai salotti televisivi, distante anni luce dai piagnistei che abbiamo dovuto sopportare in altre drammatiche occasioni, il Veneto prova a ripartire dopo aver scontato le conseguenze dell’alluvione dei giorni scorsi, figlia di un’urbanizzazione selvaggia e di una cura del territorio che ormai è andata perdendosi (oltreché di precipitazioni di notevole entità). Consapevole del fatto che da certe situazioni è possibile uscire solo “facendo squadra”, piuttosto che disperdere le energie nella lamentela, la regione (qui intesa non come istituzione ma come nucleo di persone e imprese territorialmente contigue) si è impegnata per cercare di alleviare le difficoltà cui dovranno far fronte le famiglie alluvionate.
Moratoria mutui PMI: oltre nove domande su dieci ammissibili
Attualmente, nel rispetto dei relativi requisiti, possono richiedere la sospensione del pagamento del mutuo non solo le famiglie che hanno acquistato la prima casa con un finanziamento ipotecario, ma anche le piccole e medie imprese grazie ad un apposito Avviso comune che nei mesi scorsi è stato siglato dall’ABI, Associazione Bancaria Italiana, con il Governo e con le Associazioni imprenditoriali. Ebbene, in data odierna l’ABI ha fornito un nuovo aggiornamento sulla moratoria dei mutui, dei prestiti, dei finanziamenti e dei leasing stipulati dalle piccole e medie imprese con il sistema bancario, da cui è emerso come rimanga elevato il tasso di domande presentate che gli Istituti di credito hanno giudicato ammissibili. Tale percentuale, infatti, è pari a ben il 91,3% a fronte solamente di un 2,9% di istanze che invece non è stato accolto; la quota restante di domande presentate non è stata invece ancora esaminata o è in fase di istruttoria per la quale di norma ci vogliono all’incirca 30 giorni. L’aggiornamento ABI sulla moratoria sui mutui delle PMI è quello al 30 settembre scorso, quando grazie alle sospensioni sono sinora rimasti nelle casse delle piccole e medie imprese ben 13 miliardi di euro di liquidità.
Mutuo Last Minute di Banco Popolare: affrettatevi!
Mutuo a tasso fisso, finanziamento a tasso variabile… Sono questi i dilemmi che attanagliano molte famiglie italiane, specie quelle di più recente costituzione, in questo (quasi) post-crisi che ha riscritto parecchie delle certezze che si potevano avere in passato. Gli analisti sono concordi nell’osservare che, se solo sei mesi or sono sarebbe stato di gran lunga preferibile richiedere un mutuo a tasso variabile per approfittare del crollo del tasso Euribor (rispetto al quale il tasso variabile viene calcolato), oggi conviene affidarsi al fisso in virtù del fatto che il tasso IRS (di riferimento) è ai minimi mentre il concorrente sta tornando ad alzare la testa, e se nel primo caso la situazione è sostanzialmente prevedibile nel secondo non si potrà mai sapere quanto in alto possa arrivare il tasso variabile.
Mutui famiglie in difficoltà: le iniziative di Banca Marche
Oltre all’adesione alla moratoria sui mutui prima casa dell’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, siglata con le Associazioni dei Consumatori, la Banca Marche porta avanti sul territorio regionale anche altre iniziative finalizzate a venire incontro a quei nuclei familiari che hanno acceso un mutuo e che ora si trovano in difficoltà con il pagamento della rata mensile a causa di eventi negativi, in particolare di natura occupazionale, strettamente legati alla crisi finanziaria ed economica. Ad esempio, la Banca delle Marche aderisce al Protocollo d’Intesa per il sostegno ai lavoratori ed alle aziende in situazioni di crisi dell’Amministrazione regionale al fine di permettere, tra l’altro, la sospensione del pagamento della rata del mutuo per un periodo pari a massimi dodici mesi consecutivi per chi, titolare del finanziamento ipotecario, risulta essere un lavoratore in cassa integrazione straordinaria. Inoltre, sul territorio della Regione Marche l’Istituto è intervenuto anche con operazioni di anticipo, a favore delle aziende impossibilitate a farlo, del pagamento della cassa integrazione ordinaria, straordinaria ed in deroga.
Mutui Tasso Fisso, si muovono le banche
Quando studiavo storia alle superiori, ricordo il mio professore asserire che un quotidiano di opposizione (il riferimento era al Corriere della Sera di Albertini, primi del Novecento) è un quotidiano destinato ad una sorte fortunata ed a venere numerose copie, ossia a fare successo. Riferisco di questo assunto qui, parlando di mutui, perché mi sembra che questa sia anche la strategia messa in campo da alcuni grandi gruppi bancari in questo frangente di crisi e confusione, alla faccia di chi invece ha deciso di cavalcare l’onda lunga delle richieste provenienti dal mercato. La presunzione, mia così come – credo – anche di questi istituti, è che andare in controtendenza adesso possa far partire in vantaggio più in là, con il non secondario privilegio di disporre di un portafogli decisamente meno “a rischio” rispetto a quelli di cui si sta dotando la concorrenza.
Mutuo prima casa con i contributi della Regione Lombardia

A partire dal prossimo 1 dicembre 2010, nella Regione Lombardia, si aprono i termini per ottenere i contributi regionali per l’acquisto della prima casa a favore delle fasce più deboli della popolazione. A darne notizia è stata l’amministrazione regionale nel mettere in risalto come l’ammontare del contributo, in passato prima pari a 5.000, e poi a 6.000 euro, adesso sale per singola richiesta fino a ben 8.000 euro in virtù dell’aggiunta di un ulteriore bonus. Tale bonus, nello specifico, è pari a mille oppure a duemila euro a seconda che la classe energetica dell’immobile sia “B” oppure “A”; quindi, il contributo massimo ottenibile per singola richiesta è pari a ben ottomila euro a fronte di una dotazione finanziaria complessiva a sostegno della misura che è pari a dieci milioni di euro. Le categorie ammesse al contributo, come sopra accennato, sono le fasce deboli della popolazione: dai nuclei familiari con almeno tre figli a carico alle gestanti sole e passando per le giovani coppie ed i genitori soli che hanno uno o più figli minori a carico.
Mutui, Piano Famiglie: 1 sospensione su 2 al Nord
Ci siamo occupati tanto spesso di Piano Famiglie, la misura messa in campo dall’ABI per aiutare le famiglie in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo, e –negli ultimi tempi– di Fondo di Solidarietà, delineando per entrambi le caratteristiche che devono avere i richiedenti e qualche “lato oscuro” che è sempre meglio aver più chiaro quando ci si mette a maneggiare dei soldi, più che mai quando questi sono a debito. Ce ne siamo occupati tanto spesso, dicevamo, da non tenere in considerazione la distribuzione geografica delle richieste di sospensione del mutuo, che pure sarebbe stata un buon indicatore e delle richieste di finanziamento e delle difficoltà nell’onorare il pagamento dello stesso. Rimediamo ora, ora che i dati sono disponibili anche in forma disaggregata.
Mutuo Liquidità Banca Popolare di Novara
Per chi ha esigenze finanziarie diverse da quelle dell’acquisto della casa ad uso residenziale, la Banca Popolare di Novara, Istituto controllato dal Gruppo Banco Popolare, propone il “Mutuo Liquidità”, una tipologia di finanziamento che, con la formula del tasso fisso o del tasso variabile, può permettere di coprire spese familiari e personali quali, tra l’altro, l’acquisto di unità immobiliari che possono essere uffici, negozi, e comunque asset che non sono ad uso abitativo. Il Mutuo Liquidità della Banca Popolare di Novara permette quindi di ampliare le proprie disponibilità finanziarie a fronte di importi concedibili fino all’80% del valore commerciale dell’asset così come indicato nella relativa perizia. Il piano di ammortamento può arrivare fino a 30 anni e comunque a fronte del rispetto di un’età non superiore agli 80 anni, da parte del mutuatario, in corrispondenza del termine del piano di ammortamento.
Mutui: richieste boom, importi erogati al massimo storico
Se giovedì abbiamo parlato del caso singolo, quello riferito all’Emilia-Romagna, oggi proviamo ad allargare l’ottica riducendo i numeri sull’obiettivo fino a raggiungere una dimensione grandangolare capace di offrirci un quadro d’insieme. Dunque una fotografia della situazione del mercato immobiliare, e dei mutui, su scala nazionale per l’intera Italia. C’è da dire che il mercato funziona in maniera abbastanza lineare e semplice da comprendere: calata la possibilità di spendere che era stata a vantaggio delle famiglie, vuoi per perdita del lavoro o contrazione dello stipendio e delle opportunità di fare carriera altrove, è calato anche il valore degli immobili dal momento che altrimenti i costruttori non sarebbero mai riusciti a venderli.
Mutui BasicWeb di UcFin
La consulenza è sia gratuita, sia senza impegno, così come l’assistenza ed il parere di fattibilità del finanziamento ipotecario richiesto avviene direttamente online, via posta elettronica, oppure a mezzo telefono. Sono queste le principali caratteristiche dei Mutui BasicWeb di UcFin – UniCredit Family Financing Bank, che propone via Web mutui per acquistare casa, per ristrutturarla, ma anche per le operazioni di rifinanziamento, ovverosia per la sostituzione di un mutuo acceso presso altre banche con un mutuo UcFin potendo tra l’altro ottenere anche della liquidità aggiuntiva. Al fine di orientare al meglio il cliente, UcFin mette a disposizione online, sul proprio sito Internet, tutta una serie di utili strumenti di calcolo e di valutazione, a partire dal servizio online che in linea di massima fornisce un’idea di quanto si possa ottenere con il mutuo per finanziare l’acquisto o la ristrutturazione di un immobile.
Mutui Emilia-Romagna: più richieste grazie al crollo dei prezzi
Emilia-Romagna uguale Italia; non che si stia dicendo qualcosa di nuovo, anche se qualcuno comincia a dubitare che l’assioma sia vero vaticinando di fantomatiche nuove nazioni nate da incruente secessioni. Esulando dal contesto della lotta politica, dal momento che non è qui che ci interessa, vogliamo però rilanciare un tema di forte interesse per il mercato dei mutui, che invece ci riguarda eccome: l’Emilia-Romagna è Italia a tutti gli effetti, tanto da “muoversi” secondo dinamiche che sono quelle medie nazionali (anche perché se c’è una media nazionale ci sarà anche un dato regionale che va a comporla, no?). Il che significa che ad un ribasso dei prezzi praticato dal mercato immobiliare ha fatto seguito una ripresa nella richiesta di mutui.
Acquistare la seconda casa con un leasing abitativo
Sia che si trovi al mare, sia in montagna, la seconda casa si può acquistare anche con il leasing abitativo, una soluzione di finanziamento che rispetto al mutuo risulta essere più flessibile. A farlo presente è il Gruppo Banca Carige che al riguardo propone proprio la formula del leasing abitativo per l’acquisto della casa per le vacanze; trattasi, nello specifico, di una formula finanziaria che prevede inizialmente l’acquisto dell’immobile da parte dell’Istituto di credito, e la concessione dello stesso ai contraenti il leasing attraverso la locazione finanziaria. Il leasing abitativo per la seconda casa è non solo più flessibile rispetto al mutuo, ma anche più conveniente se si considera che si possono ottenere importi per finanziare fino al 100% del valore della seconda casa con l’inclusione delle spese di ristrutturazione e delle imposte previste per l’acquisto dell’unità immobiliare.