Mutui 2011: tassi e spread s’impennano

di Fil Commenta

 Nel breve, ma anche per il medio periodo, sembra lecito scommettere su una tendenza rialzista del costo del denaro, e quindi, degli interessi da pagare sui mutui a tasso variabile. Per questo, per chi ha stipulato un mutuo variabile, o si appresta a farlo, senza un prodotto con il tetto massimo si rischiano poi in futuro delle brutte sorprese. Ad affermarlo è il CTCU, Centro Tutela Consumatori Utenti, nel sottolineare tra l’altro come le insidie sui mutui variabili non siano solo legate all’aumento sui mercati del tasso euribor, ma anche del tasso Bce; questo perché, nel corso dell’estate 2011 la Banca centrale europea, molto probabilmente, alzerà i tassi di interesse almeno di un altro quarto di punto percentuale. In tal caso, quindi, il tasso di riferimento nell’Eurozona passerebbe come minimo dall’attuale 1,25% all’1,50%.

In base a delle indagini sul campo effettuate dal Centro Tutela Consumatori Utenti, i clienti quando si recano in banca, e chiedono un mutuo a tasso variabile, gli istituti di credito propongono i finanziamenti ipotecari indicizzati all’euribor quando invece sarebbe bene anche far conoscere alla clientela il mutuo a tasso variabile che, con finalità di acquisto della prima casa ad uso residenziale, risulta essere indicizzato al costo del denaro della Banca centrale europea (Bce).

Quindi, è bene che il cliente si faccia illustrare tutte le soluzioni di mutuo possibili tra vantaggi e svantaggi in modo tale da fare scelte consapevoli ed in linea con le proprie capacità di spesa e di risparmio nel medio e nel lungo periodo. Il confronto, tra più banche, i preventivi completi di mutuo, ed un’attenta analisi dei costi accessori, sono i capisaldi per la scelta del mutuo “migliore”. Per costi accessori, quando e se previsti, intendiamo le spese di incasso della rata, quelle per l’istruttoria, ma anche per le coperture assicurative obbligatorie e quelle facoltative.