Mutui in crescita anche a gennaio 2016

di Sofia Martini Commenta

Osservando l’andamento della domanda degli ultimi due anni si rileva un progressivo recupero verso i volumi pre-crisi, anche se ancora permane un certo ritardo in raffronto al triennio 2009-2011.

Anche a gennaio si registra un trend positivo per quanto riguarda la domanda di mutui da parte dei risparmiatori italiani.

Stando al CRIF le richieste formali di finanziamento presentate alle banche e confluite poi in EURISC – il Sistema di Informazioni Creditizie che contiene i dati relativi a oltre 78 milioni di posizioni creditizie – hanno fatto segnare un +48,6% in confronto al primo mese del 2015, periodo che a sua volta si era caratterizzato per un forte incremento sull’anno precedente.

Osservando l’andamento della domanda degli ultimi due anni si rileva un progressivo recupero verso i volumi pre-crisi, anche se ancora permane un certo ritardo rispetto al triennio 2009-2011.

Il primo dato che viene messo in luce è che l’importo medio richiesto continua a contrarsi, attestandosi a 120.144 euro. Il valore è il più basso in assoluto da quando CRIF ha iniziato a rilevare in modo sistematico la dinamica della domanda. L’ammontare registrato è inferiore di oltre 5 mila euro rispetto a quanto misurato a gennaio 2015 (125.918 euro) e ben al di sotto della cifra accertata all’inizio del 2010, quando la somma si attestava sui 138.500 euro.

La riduzione degli importi domandati è frutto sia della consolidata tendenza da parte delle famiglie a privilegiare soluzioni in cui la rata incide il meno possibile sul reddito disponibile, che della diminuzione dei prezzi degli immobili disponibili sul mercato. Tuttavia, occorre considerare anche l’incidenza delle surroghe che per natura si caratterizzano per un importo più contenuto rispetto ai nuovi mutui.

Valutando la distribuzione della domanda di mutui in relazione all’età del richiedente si osserva ancora una volta una maggior concentrazione nella classe compresa tra i 35 e i 44 anni con una quota pari al 36,4% del totale, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo dello scorso anno. A seguire troviamo la fascia dei 25-34enni (25,4%) e 45-54enni (23%). Quasi i due terzi delle richieste sono state dunque presentate da under 44. Ancora pochi i giovani che hanno i requisiti per rivolgersi agli intermediari del credito in cerca di un mutuo, visto che solo l’1,9% delle domande hanno riguardato gli under 25.

Per quanto riguarda la durata del finanziamento, la preferenza degli italiani si orienta maggiormente per la classe compresa tra i 15 e i 20 anni con una percentuale pari al 23,2% del totale, seguita dai mutui tra i 20 e i 25 anni che si fermano al 21,1%.