Mutui, il criterio del pricing differenziato

di Sofia Martini Commenta

Le nuove offerte mensili sono interessanti, grazie alle accortezze degli istituti di credito.

La domanda e l’erogazione del credito finalizzate all’acquisto della prima casa continuano a segnare risultati positivi.

Fiducia e spread bassi guidano e spiegano il trend rialzista di nuovi mutui. Tale rinnovata sensibilità per il prodotto mutuo fa bene. Uno scenario che si fa passo passo più allettante. E’ sotto gli occhi di tutti come a spingere la crescita sia proprio il taglio degli spread, ovvero il margine lordo che le banche applicano quando prestano denaro ai mutuatari. Il costo medio del funding non è mai stato così basso, come in questa fase storica.

Quasi tutti gli intermediari del credito utilizzano il criterio del pricing differenziato, che consiste nell’applicazione di spread diversi in base alla rischiosità del prestito. Questo vuol dire che su mutui che non superano il 50% del valore dell’immobile si applicano margini più bassi, rispetto a quei finanziamenti che si spingono fino all’80% del costo della casa.

Stando ai dati CRIF, il quale riporta le variazioni percentuali mensili delle richieste dei mutuatari, a ottobre le richieste sono aumentate del 42,5% rispetto allo stesso periodo del 2014, stimolando una crescita iniziata lentamente da 2 anni. Esaminando l’andamento aggregato della domanda nei primi 10 mesi del 2015, si rileva che l’aumento si attesta a +56,7% su gennaio-ottobre dello scorso anno, mentre rispetto al biennio 2009-2010 il ritardo appare ancora netto, rispettivamente -19,7% e -18,4%. La ripresa è da attribuire al ritrovato ottimismo  dei risparmiatori che hanno puntato sulla surroga, indotta dalla contrazione degli spread offerti dagli intermediari del credito. Soprattutto da settembre è rinato l’amore degli italiani per l’immobiliare residenziale, incoraggiato dalle migliori previsioni sullo stato di salute dell’economia e le migliori prospettive reddituali per privati e famiglie. In questo clima leggermente più favorevole, gli istituti “sentono la concorrenza” e si trovano a strutturare l’offerta giusta per cogliere l’opportunità del mercato e valorizzare la relazione con il cliente. L’offerta di mutui sia a tasso fisso sia variabile, a novembre 2015, è interessante.