GB, polizze sui mutui in calo: ignoranza o disinformazione?

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Valli a capire, i consumatori! Proprio ora che il mercato si è sgonfiato ed è possibile realizzare opportunità di risparmio, loro continuano a comportarsi come se questa logica gli sfuggisse… Prendiamo a prestito il caso della Gran Bretagna, così da provare a guardare la realtà con occhi esterni (quindi non coinvolti emotivamente) per arrivare a comprendere meglio di cosa si sta parlando, tenendoci ben alla larga dal rischio di risentire di condizionamenti: l’Associazione degli Assicuratori inglesi ha registrato 636.973 polizze (che precisione questi numeri!) vendute agganciate ai mutui. Ben Heffer, analista della società Defaqto sostiene che i numeri suggeriscono che molte persone che contraggono un debito non contraggono anche le assicurazioni né sulla vita né contro l’eventuale e malaugurata perdita di impiego, e si interroga:


“con l’aumento della disoccupazione questo sarebbe il momento giusto per comprare queste coperture: perché i consumatori invece riducono le loro spese tagliando l’assicurazione collegata al mutuo, considerandola un eccesso di garanzia da depennare a cuor leggero?”. La risposta, e forse anche Heffer lo sa, si può individuare principalmente (e qui torniamo ad avvicinarci al caso italiano) in una mancanza di comunicazione e di campagne di persuasione morale rivolte alla clientela.

Ci sembra infatti troppo facile, per uno che opera nel settore, portare avanti questi ragionamenti che forse non tutti sono portati a fare: non per ignoranza in senso esteso, ma semplicemente per scarsa conoscenza dell’argomento in questione. Per giunta, per nulla agevolata da banche che magari spingono affinché il mutuatario contragga il mutuo a tutti i costi, indipendentemente dalla sua possibilità di abbinare una polizza assicurativa a questa soluzione. Ci sembra, insomma, che la verità sia un’altra, non solo quella dell’ignoranza proposta dal buon Ben Heffer: siamo davvero così convinti che se gli assicuratori ed i bancari facessero il proprio dovere illustrando la soluzione che hanno da offrire senza abbandonarsi a facili isterismi da vendita, la platea dei risparmiatori sarebbe così poco edotta? Siamo così sicuri che i colpevoli siano i consumatori?