Mutuo a tasso fisso, ecco perché non è più vantaggioso

di Daniele Pace Commenta

Il progressivo aumento dei tassi di interesse, che sono nuovamente tornati a volare verso l’alto, sta condizionare in maniera decisamente importante l’intero mercato dei mutui ed è abbastanza facile intuire come, a farne le spese, saranno ovviamente le famiglie.

Un trend di reflazione

Si chiama reflazione ed è quel fattore che ha letteralmente travolto i mercati obbligazionari. Pochi giorni fa, infatti, il Treasury a 10 anni ha fatto registrare un vero e proprio boom fino a raggiungere un rendimento pari all’1,55%, anche se poi è sceso a 1,46% in seguito. In ogni caso, si tratta di un tetto, quello a cui è arrivato, davvero impressionante, soprattutto tenendo conto di come, all’inizio del 2021, faceva registrare ancora una quota pari allo 0,90%.

Sono trascorsi nemmeno due mesi ed ecco che il decennale a stelle e strisce ha fatto registrare un importante aumento pari allo o,65%, oltre il 70% rispetto ai livelli su cui si era mantenuto nel corso delle prime settimane del nuovo anno.

Il problema per gli investitori, in questi casi, è quello di fare i conti con l’aumento dell’inflazione. Una tendenza che sta avendo ad oggetto buona parte delle più importanti economie a livello mondiale. L’Eurozona, non a caso, ha fatto un balzo dal -0,3% allo 0,9% che è stato registrato nel corso del mese di gennaio. A livello assoluto, i dati restano comunque limitati e, in ogni caso, al di sotto rispetto alle soglie imposte dalle banche centrali, ma le variazioni lasciano inevitabilmente il segno.

Il mercato dei prestiti non riesce a restare indietro rispetto a tale discorso. È abbastanza facile intuire, quindi, come i mutui a tasso fisso stanno subendo un’evoluzione sempre meno conveniente in confronto ai mutui a tasso variabile, che si fanno ovviamente preferire. Importante mettere in evidenza, però, come i mutui a tasso variabile sono legati, nella maggior parte dei casi, all’Euribor, in modo particolare agganciandosi alle scadenze pari a 1 e 3 mesi. I mutui a tasso fisso, invece, tendono a legarsi rispetto all’Eurirs oppure all’IRS rispetto alle diverse scadenze. Quindi, a livello complessivo, è abbastanza facile mettere in evidenza come, al giorno d’oggi, conviene molto meno puntare su un mutuo a tasso fisso: rispetto all’inizio del 2021, stipulare un simile contratto attualmente, infatti, è decisamente meno vantaggioso. Uno dei motivi è legato anche al fatto che le banche non riescono ad adattarsi a tali contratti con grande rapidità e c’è, di conseguenza, da chiedersi come mai l’Euribor non aumenta con la medesima velocità.