Caro Bund, quali conseguenze sui mutui a tasso fisso

di Sofia Martini Commenta

Perché le banche rivedono le proprie offerte?

L’aumento del tasso legato ai bund – che a giugno è balzato all’1,7%, dopo lo 0,7% di aprile – non ha solo spiazzato le banche, ma ha anche avuto delle conseguenze sui mutui. All’andamento dei titoli tedeschi è infatti legato l’Irs, il principale parametro di riferimento per i finanziamenti a tasso fisso.

Vi è un tasso che viaggia a una velocità assai differente dal più comunemente noto, Euribor. Si tratta dell’Irs, strettamente legato all’andamento dei bund tedeschi. Differente è l’orizzonte temporale dei due parametri: il primo si calcola su scadenze brevi, arrivando al massimo a un anno. Il secondo dall’orizzonte annuale parte, per arrivare anche ai 30.

E, difatti, il primo è assai sovente utilizzato come base per i mutui a tasso variabile, mentre il secondo, in particolare con orizzonte temporale ai 20 anni, è tra le più comuni per i mutui a tasso fisso, data la rinomata solidità dei titoli di Stato tedeschi.

Che, ultimamente, però, sono stati oggetto di un repentino quanto inatteso movimento tellurico. Il 18 giugno ha chiuso all’1,55%, dopo aver toccato anche quota 1,70 nei giorni precedenti. Non certo un valore molto elevato, in prospettiva “storica” ma, se si pensa che ad aprile era meno della metà, ci si rende immediatamente conto di come la consueta stabilità che ne ha fatto un punto di riferimento nella concessione di finanziamenti a lungo termine.

Detto in altri termini per chi accende un mutuo, se ci è riuscito un paio di mesi or sono, ha pescato una contingenza difficilmente ripetibile. Se, invece, ci sta provando adesso, rimarrà probabilmente deluso dalle condizioni che gli verranno offerte, quando solo poco tempo fa aveva sentito dire che il tasso fisso ne offrisse come mai si erano viste prima.

Proprio la consueta stabilità degli Irs, però, induce anche le banche a rivedere più lentamente le proprie offerte di quanto avviene per finanziamenti legati ad altri parametri. Per non trovarsi a proporre condizioni del tutto fuori mercato, dunque, gli istituti hanno dovuto mettere al lavoro i propri uffici allo scopo di rimodulare in fretta i fogli informativi.