Casa: come risparmiare sul mutuo

di Sofia Martini Commenta

Consigli da seguire per accendere un finanziamento.

In virtù dei notevoli e ripetuti tagli sui tassi d’interesse e delle generose iniezioni di liquidità fornite dalla Banca centrale europea, pare che il mercato dei mutui per la casa stia finalmente risollevandosi.


Stando ai dati ISTAT, infatti, nel febbraio 2015 è stata fatta registrare un’impennata del 38,7% (rispetto allo stesso mese del 2014) nei finanziamenti erogati per l’acquisto della casa o per la sostituzione di mutui esistenti: evento che non si ripeteva dal lontano 2008.

Vale dunque la pena porsi una domanda: quale mutuo scegliere per risparmiare? Ecco la risposta degli esperti:

Fondamentale è la scelta della giusta tipologia di mutuo, che deve tenere conto dei costi complessivi dell’operazione e delle clausole contrattuali nei diversi scenari che si possono aprire da oggi fino ai prossimi 20/30 anni. Le tipologie di mutuo sono fondamentalmente quattro:

• a tasso variabile – attualmente rappresentano il 70-80% dei prodotti proposti dalle banche. Oggi presentano tassi d’interesse ai minimi, ma restano una scommessa sulla stabilità o – meglio ancora – sul ribasso a lungo termine di spread indicizzati a tre mesi;

• a tasso variabile con CAP – oggi marginali data la differenza minima di costi rispetto a un tasso fisso, offrono la garanzia di un tetto massimo all’adeguamento in rialzo del tasso d’interesse;

• a rata fissa e durata variabile – hanno rappresentato e sono tuttora il rifugio di chi non può permettersi aumenti nell’importo della rata e preferisce spalmare l’impatto dei tassi d’interesse in rialzo mediante l’allungamento della durata del mutuo. Vanno verificate con cura tutte le clausole contrattuali;

• a tasso fisso – per la loro natura, sono quelli che soffrono maggiormente in caso di discesa degli spread. Oggi i tassi d’interesse applicati sui migliori prodotti sono vicini a quelli dei mutui a tasso variabile.

Occorre tuttavia fare attenzione ai costi di documentazione. I gruppi di credito hanno azzerato le cosiddette spese d’istruttoria; restano quindi da valutare i costi relativi alla documentazione da presentare e agli atti da perfezionare.