Rata del mutuo: americani sempre in difficoltà

Per tante famiglie in Italia e non solo il pagamento della rata del mutuo è spesso un problema. Lo è in quanto spesso rispetto al passato il reddito familiare si è ridotto a causa della crisi, e conseguentemente togliendo i soldi per pagare la rata del finanziamento ipotecario, e le spese obbligate, capita di non poter arrivare a fine mese. D’altronde sono parecchie decine di migliaia le famiglie che in Italia si sono avvalse della moratoria sui mutui prima casa, potendo così non pagare le rate almeno per un periodo pari a dodici mesi consecutivi. La situazione da questo punto di vista è ancora difficile, il che non a caso ha indotto di recente l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, d’intesa con tredici Associazioni di Consumatori, a varare la seconda proroga, di altri sei mesi, sulla moratoria dei mutui prima casa ad uso residenziale.

Mutui casa: la svolta di Obama

Il Presidente degli USA, Barack Obama, ha richiesto ai suoi consiglieri economici di preparare un piano di riforma del mercato dei mutui; un piano tale che venga mantenuto il ruolo del governo federale nel settore della casa. Tale mossa potrebbe però inasprire ulteriormente le divergenze con i repubblicani, che da tempo sono contrari a qualunque ruolo del governo federale all’interno del mercato della casa. Questo perché in tal caso si verrebbe a generare una distorsione del libero mercato. Insomma, dopo la riforma della sanità, a sorpresa bocciata in parte per incostituzionalità, il Presidente Obama ci riprova in base alla convinzione che gli americani che comprano la casa con un mutuo debbano in qualche modo poter far leva su una qualche garanzia statale.

Mutui nel mirino delle Agenzie di rating

Non è solo l’Italia che sta attraversando un periodo di crisi del debito. Nei giorni scorsi ha fatto notizia, facendo crollare i mercati azionari, il declassamento del debito americano. Gli Stati Uniti, per la prima volta nella storia, avendo perso il rating “AAA”, non sono più il Paese più affidabile al mondo, o meglio tra quelli più affidabili; è una sconfitta per l’America, ma soprattutto per il Presidente Obama che probabilmente ha compromesso ogni chance di puntare ad un secondo mandato. Ma questa decisione ha contribuito anche al declassamento, da parte sempre di Standard and Poor’s, di Freddie Mae e Fannie Mac, le due agenzie governative americane che operano nel settore dei mutui, e che sono state salvate dal crac negli anni scorsi, in piena crisi finanziaria, proprio da parte del Governo americano.

Comprare casa con un mutuo: i tassi di interesse aiutano

Non tutte le crisi vengono per nuocere se si considera che con il crollo dei tassi di interesse, a causa della recessione, acquistare la casa con un mutuo spesso per molte famiglie, che sono riuscite a tenersi stretti i risparmi anche durante la tempesta finanziaria, da un sogno si è trasformato in realtà. Dopo il ridimensionamento dei prezzi delle case in Italia, seppur con ribassi medi meno ampi rispetto a Paesi come gli Stati Uniti e l’Inghilterra, oramai da parecchi trimestri il mercato dei mutui ipotecari mostra segnali incoraggianti di vitalità, così come ad andar bene sono anche le compravendite. Gli ultimissimi dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), riferiti al secondo trimestre del corrente anno, infatti, indicano che in Italia le compravendite hanno fatto registrare una aumento del 2,2% grazie soprattutto e solo proprio alle transazioni immobiliari di case ad uso residenziale, mentre rimane in discesa il trend delle compravendite per quel che riguarda gli immobili ad uso produttivo.

Mutui Stati Uniti: la quiete dopo la tempesta

“Se gli Stati Uniti hanno un raffreddore, l’Europa sa che dovrà mettersi a letto con l’influenza”. È questa un’opinione, sintetizzata con la brillante frase-spot in oggetto, molto diffusa tra gli economisti. O forse è meglio che parliamo all’imperfetto, quindi “era questa un’opinione…”, perché la recente crisi dell’economia reale nel mondo intero ha visto vacillare gli States più di molti altri. Certo più dell’Europa, che seppur minata da casi di crisi profonda come quello greco (e non citiamo Islanda e Gran Bretagna solo perché non fanno parte a pieno titolo dell’Unione), ha resistito meglio di altri, pur nella consapevolezza che la ripresa sarà più difficile nel Vecchio Continente che altrove. Un dato significativo delle difficoltà degli americani può venire dall’analisi delle insolvenze sui mutui.