Probabile aumento per i mutui variabili: rialzo dei tassi praticamente certo

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Siamo destinati ad andare incontro ad un probabile aumento per i mutui variabili, con un rialzo dei tassi ad oggi quasi certo alle porte. Le recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno riacceso i timori legati all’inflazione, spingendo i mutuatari italiani a guardare con crescente apprensione alle prossime mosse della Banca Centrale Europea. L’ipotesi di una stretta monetaria da 25 punti base per arginare la crescita dei prezzi rischia infatti di tradursi in un impatto immediato per chi ha sottoscritto un finanziamento a tasso variabile.

Un eventuale incremento del costo del denaro comporterebbe un aumento istantaneo delle rate, destinato ad aggravarsi nei mesi successivi e a configurare un bilancio di fine anno decisamente più oneroso per molte famiglie.

mutui variabili
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Focus sull’aumento dei tassi per i mutui variabili

Le simulazioni basate su un mutuo variabile standard da 126.000 euro con una durata residua di 25 anni mostrano che un rialzo della Bce farebbe lievitare la rata mensile di circa 16 euro, portandola a superare la soglia dei 600 euro. Tuttavia, l’andamento dei finanziamenti non è legato solo alle decisioni dell’Eurotower, ma risente direttamente dell’Euribor, l’indice di riferimento del mercato interbancario.

Questo indicatore ha già iniziato a muoversi in anticipo, risentendo della crisi diplomatica tra Israele e Iran. Tra la fine di febbraio e i primi giorni di giugno, l’Euribor a tre mesi è salito dal 2,01% al 2,31%, determinando un primo incremento tangibile sulle rate mensili, già aumentate di circa dieci euro.

Le proiezioni basate sui mercati dei futures indicano che questa tendenza al rialzo potrebbe proseguire, spingendo la rata del mutuo preso in esame fino a 626 euro tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Rispetto ai valori di inizio anno, si tratterebbe di un aggravio complessivo di circa 50 euro al mese, una spesa supplementare non indifferente su base annua. Le conseguenze di questa dinamica non saranno comunque identiche per tutti. Saranno penalizzati soprattutto coloro che hanno stipulato il contratto di recente e hanno ancora un capitale residuo elevato da rimborsare, mentre chi è vicino alla scadenza del piano di ammortamento subirà contraccolpi più marginali.

A dispetto di questo quadro di incertezza finanziaria, la domanda di mutui in Italia continua a mostrare una sorprendente vitalità. Nei primi cinque mesi dell’anno si è registrato un incremento sia dell’importo medio richiesto, salito a quasi 140.000 euro, sia del valore medio degli immobili oggetto di compravendita. Inoltre, si nota un progressivo ringiovanimento della platea dei richiedenti, con un’età media che scende a 37 anni per l’acquisto della prima casa. Il mercato immobiliare si conferma quindi dinamico, ma per le famiglie con un tasso variabile il 2026 imporrà una gestione molto oculata del bilancio domestico.