Crescita dei mutui green in Italia registrata nel 2026

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C’è un’evidente crescita dei mutui green in Italia registrata nel 2026. L’inizio del 2026 segna uno spartiacque decisivo per il mercato immobiliare e creditizio italiano. Non si tratta più di una semplice transizione ecologica suggerita, ma di una necessità strutturale dettata dalla convergenza tra normative europee, strategie bancarie di gestione del rischio e una nuova consapevolezza del valore patrimoniale.

mutui green
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La direttiva “Case Green” e la roadmap italiana coi mutui green

Il motore di questo cambiamento è la Direttiva EPBD IV (Energy Performance of Buildings Directive), che punta alla neutralità climatica entro il 2050. L’Italia è chiamata a recepire formalmente la norma entro il 29 maggio 2026, introducendo un nuovo modello di Attestato di Prestazione Energetica (APE). Questo documento non sarà più una mera formalità burocratica, ma il “libretto sanitario” dell’immobile, includendo indicatori inediti come il potenziale di riscaldamento globale (GWP) e la qualità ambientale interna.

Le scadenze sono serrate: entro il 2030, l’obiettivo è ridurre del 16% il consumo di energia degli edifici residenziali, colpendo prioritariamente quel 43% di immobili con le prestazioni peggiori. In Italia, ciò significa che circa 5 milioni di edifici dovranno essere riqualificati nel prossimo decennio per evitare un drastico crollo del loro valore commerciale.

Il divario tra “Green” e “Brown”

Il mercato sta già punendo l’inefficienza. I dati mostrano un “decoupling” netto: mentre le abitazioni in classe A e B hanno visto crescere il proprio valore del 2%, gli immobili obsoleti (classi F e G) hanno subito una svalutazione media del 4%. Nelle aree del Nord Italia, questa differenza si traduce in oltre 800 euro al metro quadro. In un contesto urbano denso, una casa efficiente può valere fino al 40% in più rispetto a una degradata nello stesso quartiere.

L’offerta bancaria: i mutui green come leva

Gli istituti di credito hanno risposto trasformando i Mutui Green in strumenti estremamente competitivi. Rispetto ai finanziamenti tradizionali, questi prodotti offrono vantaggi tangibili:

Riduzione del tasso (TAN): sconti fino a 50 punti base (0,50%) per immobili ad alta efficienza.

Abbattimento dei costi accessori: spese di istruttoria (che possono superare i 1.300 euro) e di perizia spesso azzerate.

Flessibilità: opzioni di pre-ammortamento (rate di soli interessi) per agevolare l’acquisto iniziale.

Convenienza nel lungo periodo

Optare per la sostenibilità non è solo una scelta etica o finanziaria legata al mutuo, ma un investimento sull’ammortamento dei costi vivi. Il risparmio sulle bollette energetiche nel passaggio alla Classe A è drastico: le proiezioni indicano che, nell’arco di vent’anni, un’abitazione efficiente può generare risparmi superiori ai 100.000 euro. Nel 2026, ignorare la prestazione energetica significa esporsi a un rischio di svalutazione patrimoniale senza precedenti.