Approfondiamo la situazione immobiliare a lungo termine in Italia

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La situazione immobiliare tenderà a cambiare un bel po’ per i prossimi anni. Infatti, chi possiede un immobile si troverà presto a fare i conti con un panorama fiscale in profonda trasformazione, guidato da due tendenze diametralmente opposte: da un lato la stretta progressiva sui bonus per la casa, dall’altro un ammorbidimento delle sanzioni legate ai tributi locali.

situazione immobiliare
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Cosa sappiamo sulla situazione immobiliare in Italia a lungo termine

Sul fronte dei lavori edilizi, la revisione del testo unico delle imposte sui redditi riduce sensibilmente le agevolazioni. Per l’abitazione principale, la detrazione sui lavori di ristrutturazione scenderà dal 50% al 36%, con un tetto massimo di spesa agevolabile che viene dimezzato, passando da 96.000 a 48.000 euro all’anno. Per le seconde case e gli altri immobili la percentuale calerà al 30%, livello destinato a rimanere stabile fino al progressivo addio della misura entro il 2033.

Restano comunque confermati tra i beneficiari non solo i proprietari, ma anche inquilini e comodatari. Contestualmente cambiano anche Ecobonus e Sismabonus. Quest’ultimo è già stato allineato alle nuove percentuali ridotte e resterà in vigore fino al termine del 2027. Per l’Ecobonus la detrazione scenderà al 30% nel 2027 (36% per la prima casa), per poi rischiare la cancellazione dal 2028. Sul tavolo resta inoltre l’ipotesi di superare il modello del recupero in dieci anni su base Irpef a favore di rimborsi più diretti tramite il Conto Termico, caratterizzato tuttavia da requisiti di accesso più severi.

Destino incerto infine per il bonus mobili: in assenza di interventi specifici nella prossima legge di bilancio, la misura sparirà dal 2027. Le notizie diventano invece più favorevoli sul versante dei tributi locali. A partire dal 2027 entrerà in vigore un regime sanzionatorio meno severo: la sanzione per l’omessa dichiarazione Imu passerà da una forbice compresa tra il 100% e il 200% a una quota fissa del 100% (con un minimo di 50 euro). Per la dichiarazione infedele si scenderà dall’attuale 50-100% al 40%.

La novità riguarderà anche Tari e imposta di soggiorno, ma non sarà retroattiva: varrà solo per i contenziosi successivi al 1° gennaio 2027. Tra i nuovi adempimenti spiccano l’obbligo di dichiarazione Imu solo per via telematica, un termine di 90 giorni per segnalare le variazioni Tari e maggiori tutele sui tempi di recupero e rimborso per i contenziosi sulla rendita catastale. Il 2026 rappresenta dunque una finestra temporale decisiva per programmare gli interventi edilizi sfruttando gli ultimi incentivi generosi, prima di passare a una gestione fiscale segnata da sconti ridotti ma con errori meno penali.