Come variano i tassi dei mutui dal 2025 al 2026 in Italia

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Arrivano aggiornamenti importanti per quanto riguarda la variazione dei tassi dei mutui qui in Italia, soprattutto passando dal 2025 al 2026. Dopo un lungo inverno di prudenza, il mattone italiano torna a correre. I dati relativi ai primi nove mesi del 2025 fotografano un settore in netta ripresa: la domanda di mutui è balzata del 16,4% rispetto all’anno precedente, segnale inequivocabile che famiglie e imprese hanno smesso di rimandare i propri progetti immobiliari.

tassi dei mutui
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Interessante la variazione dei tassi dei mutui dal 2025 al 2026 in Italia

A spingere questa fiammata è soprattutto la Generazione Millennial (fascia 25-44 anni), con la Lombardia che si conferma locomotiva del Paese: è qui che si registra il maggior numero di giovani finanziati e una spiccata sensibilità verso le abitazioni ad alta efficienza energetica. L’importo medio erogato è salito a 156.000 euro, ma il vero boom riguarda le surroghe (+46,2%), una corsa al risparmio per chi vuole rottamare i vecchi contratti stipulati durante il picco dei tassi.

Il motore di questo ottimismo è stato alimentato da Francoforte. Attraverso quattro tagli consecutivi nella prima metà del 2025, la BCE ha riportato il costo del denaro al 2%, per poi optare per una fase di stabilità negli ultimi quattro vertici dell’anno.

Le prospettive per il 2026, delineate da Christine Lagarde e dal Consiglio Direttivo, suggeriscono un anno di immobilismo strategico. La “pace monetaria” potrebbe durare fino al 2027, anno in cui la successione alla guida dell’Eurotower e le nuove dinamiche inflattive potrebbero addirittura invertire la rotta verso un rialzo.

L’incognita americana: il rischio “scossone” Fed

Tuttavia, la serenità del mercato europeo resta appesa a un filo che attraversa l’Atlantico. Il mandato di Jerome Powell alla guida della Federal Reserve scadrà a maggio, e il clima a Washington è teso. Powell, che ha difeso strenuamente l’indipendenza della Fed dalle pressioni della Casa Bianca, si trova nel mirino di Donald Trump.

Se il Presidente dovesse nominare un successore più incline a seguire i desiderata politici — ovvero tagli drastici e immediati dei tassi — l’impatto globale sarebbe sismico. Un indebolimento forzato del dollaro minaccerebbe il suo status di moneta di riserva mondiale, innescando una reazione a catena. In questo scenario di instabilità valutaria, la BCE non potrebbe restare a guardare: Francoforte sarebbe costretta a rivedere i propri piani per proteggere l’euro, con conseguenze imprevedibili per chi, in Italia, sta per firmare un nuovo rogito.

Staremo a vedere quale sarà la reale oscillazione per i tassi dei mutui, alla luce di quanto raccolto finora nel 2026.