Che cos’è e come funziona la portabilità del mutuo

di Sofia Martini Commenta

 Quando si accende un mutuo per l’acquisto di un immobile, le rate del prestito ipotecario vengono di norma addebitate sul conto corrente dell’intestatario del mutuo, che in gergo tecnico è chiamato mutuatario, che deve quindi possedere un conto corrente aperto presso lo stesso istituto che ha concesso l’erogazione del prestito. 

Nuove norme per i mutui in arrivo dall’Europa

Ma il mutuo è un tipo di prestito che può durare anche molti anni, e nel corso del tempo può quindi capitare di avere l’esigenza di cambiare il proprio conto corrente, chiudendo quello aperto in precedenza per ottenerne uno nuovo. Qualora si verificasse questa circostanza, cosa accadrebbe alle rate del mutuo?

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A partire all’incirca dal 2009 tutti i titolari di prestiti ipotecari possono decidere di cambiare il proprio conto corrente richiedendo alla banca la domiciliazione delle rate del mutuo presso un altro conto corrente e questa operazione è chiamata trasferibilità delle rate del mutuo o portabilità del mutuo.

Come trasferire il mutuo – La portabilità del mutuo

Per richiedere il servizio di trasferibilità o portabilità del mutuo il mutuatario deve quindi recarsi presso la nuova banca, quella in cui desidera aprire o ha già aperto il nuovo conto corrente, e presentare la sua esplicita richiesta. A questo punto la procedura di portabilità del mutuo prevede che il cliente compili un modulo denominato “Modulo di richiesta di trasferibilità delle domiciliazioni RID”, che vale anche per la trasferibilità del pagamento delle rate dei mutui e dei prestiti.

Una volta consegnato il modulo, la nuova banca si occuperà di tutte procedure necessarie al trasferimento delle rate e alla fine informerà il cliente sull’esito della sua richiesta.