I mutui più cari in Europa? Sono quelli italiani

di Sofia Martini Commenta

I dati di agosto sono molto positivi.

Il mercato immobiliare appare sempre più pronto a ripartire, in virtù del forte calo dei prezzi delle abitazioni registrato negli ultimi tempi ma anche dell’allentamento delle maglie del credito.

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Durante il primo trimestre 2016 le convenzioni notarili per trasferimenti immobiliari a titolo oneroso sono state quasi 160 mila, con un incremento pari al 17,9% in confronto a quelle registrate nello stesso trimestre dello scorso anno.

Continua dunque per il quarto trimestre consecutivo un aumento delle compravendite. A rivelarlo l’Istat nel rapporto sulle compravendite e mutui di fonte notarile, specificando che la ripresa del mercato immobiliare riguarda sia il comparto dell’abitativo e accessori (150 mila trasferimenti di proprietà, +18,6%), sia i trasferimenti di unità immobiliari a uso economico (oltre 9 mila, +8%).

Pressoché omogeneo l’aumento delle compravendite a livello territoriale, con un +20,7% nel Nord-ovest, un +16,5% nelle Isole, un +16,3% al Sud e un +15,8% al Centro (+15,8%). L’aumento anche questa volta è più marcato poi nelle città metropolitane (+19,1%) rispetto ai piccoli centri (+16,9%).

Parallelamente continua anche il boom dei mutui, come rilevato dalla crescita delle domande nel mese di agosto rilevata dal Barometro CRIF, con oltre 88 mila convenzioni erogate, il 29,2% in più rispetto allo stesso trimestre del 2015. La ripresa di mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare stipulati con banche o soggetti diversi dalle banche è più accentuata nelle Isole (+41,7%) che al Nord-ovest (+31,9%), al Sud (+30,7%) e al Centro (+28,3%). Anche in questo caso un aumento maggiore si registra nelle città metropolitane (+33,5%) rispetto ai piccoli centri (+26,0% contro +29,2% della media complessiva).

A stimolare gli italiani verso l’acquisto di un’abitazione sono soprattutto i livelli dei tassi molto bassi, anche se in Italia i tassi su prestiti e mutui risultano essere più cari della media europea. A segnalarlo Adusbef e Federconsumatori, spiegando che secondo l’ultimo bollettino ufficiale BCE i tassi applicati in Italia sui mutui erano pari a una media del 2,51%, contro il 2,02 della media Ue, comportando uno spread dello 0,49% in più.