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  • 12
  • giu
  • 2010

Mutui, Euribor in ripresa: quanto ci costerà?

Di Moreno, in Mutui Tasso Variabile.

La notizia, che abbiamo rilanciato ieri, relativa alla progressione di crescita del valore dell’Euribor (un argomento che interessa da vicino tutti coloro i quali hanno contratto un mutuo a tasso variabile, dal momento che l’Euribor a 3 mesi è la misura principale degli interessi che costoro dovranno corrispondere alla banca che li ha finanziati), merita un approfondimento ulteriore, a nostro avviso, proprio perché riguarda un numero consistente, e proporzionalmente maggioritario, di contratti di finanziamento. Solo nell’ultimo semestre, infatti, sono stati quasi l’80% i – nuovi – mutui accesi con la formula del tasso variabile, per cui potrebbe essere interessante capire cosa cambierà da qui al 2014, anno ipotizzato per il ritorno alla soglia psicologica del 3%.

Guardando l’andamento dei contratti future scambiati sul mercato anglosassone LIFFE (London international financial futures exchange), infatti, i valori scambiati indicano che il cammino rialzista dovrebbe proseguire senza soluzione di continuità, benché a passo molto lento, nei prossimi anni. Entro fine anno l’Euribor a 3 mesi dovrebbe attestarsi (il condizionale resta comunque d’obbligo, visto che la crisi ci ha insegnato a non escludere l’eventualità di stravolgimenti macroeconomici e interbancari) intorno allo 0,9%, per poi raggiungere l’1% nel giugno 2011. Un anno dopo il tasso interbancario trimestrale dovrebbe portarsi all’1,63 per cento o giù di lì, visto che questo è quanto indica il future con scadenza 18 giugno 2012.

La soglia del 2% dovrebbe essere scavalcata nel primo trimestre del 2013, mentre per quella del 3% bisognerà attendere, come anticipato nel post pubblicato ieri, fino alla fine del 2014. Il trend che ne emerge, insomma, ci parla di uno stop alla caduta del tasso interbancario e contemporaneamente di una risalita molto poco decisa, ma sostanzialmente costante. Per quantificare il futuro aumento delle rate è bene sapere che, a titolo esemplificativo, un aumento di 25 punti base del tasso di riferimento corrisponde, per un mutuo ventennale di 100mila euro appena stipulato, a un aumento delle rate compreso tra i 15 e i 20 euro. Fate i vostri conti…

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